La storia delle Olimpiadi

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Milano-Cortina 2026
Giochi della XXV Olimpiade invernale

I Giochi della XXV Olimpiade Invernale si sono tenuti in Italia dal 6 al 22 febbraio 2026 e sono stati organizzati congiuntamente dalle città di Milano e Cortina d'Ampezzo. L'evento, noto ufficialmente come Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, ha visto la partecipazione di 2880 atleti (1518 uomini e 1362 donne), provenienti da 93 Paesi, impegnati in 16 differenti discipline Olimpiche e 116 eventi da medaglia.
I Giochi italiani hanno visto l'esordio dello sci alpinismo come disciplina ufficiale, caratterizzata da salite con pelli, rapide transizioni e discese tecniche. Per l'Italia si è trattato di un ritorno importante: il Paese aveva già ospitato i Giochi olimpici invernali nel 1956 proprio a Cortina d'Ampezzo e nel 2006 a Torino. L'edizione del 2026 è stata caratterizzata da un'organizzazione diffusa sul territorio: le competizioni si sono svolte infatti in diverse località del Nord Italia, tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Questa scelta ha permesso di valorizzare impianti sportivi già esistenti e di mettere in risalto alcune delle più suggestive aree montane delle Alpi italiane.



Un mondo segnato da tensioni internazionali



Come spesso accade nella storia delle Olimpiadi, anche i Giochi di Milano-Cortina si sono svolti in un contesto internazionale complesso. Negli ultimi anni il mondo è stato attraversato da numerose tensioni politiche e conflitti armati che hanno inevitabilmente influenzato anche il clima che circonda le grandi manifestazioni sportive. Tra questi conflitti spiccava la guerra in Ucraina, iniziata nel febbraio 2022 con l'invasione del Paese da parte della Russia. Il conflitto ha avuto profonde conseguenze diplomatiche e ha coinvolto anche il mondo dello sport internazionale. In molte competizioni la partecipazione degli atleti russi e bielorussi è stata oggetto di discussioni e restrizioni, e anche in vista delle Olimpiadi invernali il tema è rimasto al centro del dibattito internazionale, tanto che agli atleti russi e bielorussi è stato concesso di concorrere con una delegazione a parte denominata Atleti Individuali Neutrali.
Anche in occasione delle Olimpiadi italiane, il Comitato Olimpico Internazionale ha più volte ribadito l'importanza dello sport come luogo di incontro tra i popoli, ricordando il valore della tregua olimpica, una tradizione che risale all'antica Grecia e che invita le nazioni a sospendere i conflitti durante lo svolgimento dei Giochi.

Sostenibilità e innovazione



Sul piano organizzativo, i Giochi di Milano-Cortina 2026 hanno puntato con decisione sulla sostenibilità. Gran parte degli impianti sportivi utilizzati era già esistente, riducendo così la necessità di nuove costruzioni e limitando l'impatto ambientale. Grande attenzione è stata inoltre dedicata anche alla mobilità sostenibile, all'efficienza energetica e alla tutela dell'ambiente alpino.
Tuttavia, dopo la fine dei Giochi a bocce ferme sono emersi elementi concreti che hanno contribuito ad alimentare diverse polemiche, come l'inagibilità della pista che ha portato alla cancellazione dei Campionati Italiani di bob, inizialmente previsti nei giorni successivi ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Questo episodio ha sollevato interrogativi sulla durabilità e sulla gestione di un'opera complessa e costosa, realizzata in tempi particolarmente serrati.
In questo contesto, alcune voci istituzionali hanno espresso preoccupazione riguardo ai possibili costi futuri per il territorio, sottolineando l'importanza di verificare con attenzione lo stato degli impianti affidando a tecnici indipendenti una valutazione approfondita, non solo dei danni visibili ma anche delle condizioni strutturali complessive, al fine di garantire sicurezza, efficienza e una gestione sostenibile nel lungo periodo.

Milano-Cortina 2026
Giochi della XXV Olimpiade invernale

Il norvegese Johannes Klaebo è risultato l'atleta più vincente dei Giochi avendo fatto man bassa di medaglie d'oro, ben 6, un record assoluto in una singola edizione dei Giochi Olimpici Invernali, in tutte le specialità dello sci di fondo. Alle spalle di Klaebo si sono classificati il biatleta norvegese Sturla Holm Laegreid, che ha vinto 5 medaglie (3 d'argento e 2 di bronzo) e la francese Julia Simon, anche lei biatleta, che ha vinto 4 titoli (3 ori e 1 argento).
Tre ori olimpici nello sci alpino, conquistati nella stessa edizione: un'impresa che profuma di leggenda. Nella Svizzera che ha dominato quasi incontrastata il settore maschile, Franjo von Allmen si è manifestato come uno degli atleti più sorprendenti di Milano-Cortina 2026. Un'impresa quella dello svizzero che riporta alla memoria le grandi epopee dello sci alpino: dai tre ori conquistati da Janica Kostelić a Salt Lake City 2002 fino a una tripletta che, tra gli uomini, mancava addirittura dal 1968, quando ai Giochi di Grenoble il francese Jean-Claude Killy conquistò l'oro in tutte e tre le specialità in programma. Con queste vittorie, von Allmen non ha soltanto vinto: ha inciso il suo nome nella storia dello sport.

Nuovi record

Sulle piste di ghiaccio di Milano sono stati stabiliti nove nuovi primati olimpici, tutti in due discipline: il pattinaggio di velocità e lo short track. Ben sette record sono arrivati nel pattinaggio di velocità, mentre gli altri due nello short track.
Tra i protagonisti di questa straordinaria rassegna spiccano lo statunitense Jordan Stolz e l'olandese Xandra Velzeboer, entrambi capaci di stabilire due record olimpici ciascuno. Velzeboer ha fatto ancora di più, conquistando l'oro nei 500 metri femminili di short track con un nuovo record mondiale.
Quasi la metà dei nuovi primati – quattro – porta la firma degli atleti dei Paesi Bassi. Un risultato che riflette il grande successo della delegazione olandese, capace di conquistare tutte le sue 20 medaglie proprio nelle discipline del ghiaccio, tra pista lunga e pista corta.

Flop

Delusione sul ghiaccio ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Il grande favorito del pattinaggio artistico maschile, Ilia Malinin, non è riuscito a confermare le aspettative e ha chiuso lontano dal podio.
Il ventunenne statunitense presentava un programma libero estremamente ambizioso, con ben sette salti quadrupli in programma. La prova però si è complicata fin dall'inizio: il tentativo di quadruplo Axel si è trasformato in un singolo e nel corso dell'esercizio sono arrivate anche due cadute, che hanno compromesso definitivamente il punteggio.
Tra errori e imprecisioni, la classifica finale ha visto Malinin scivolare fino all'ottavo posto, appena davanti all'azzurro Daniel Grassl. Un risultato inaspettato per uno dei pattinatori più attesi della vigilia.

Hockey

Tra le prove più attese di ogni Olimpiade invernale c'è sicuramente la finale di hockey. A Milano-Cortina 2026 questa competizione ha assunto valori che sono andati anche oltre lo spirito sportivo. A confrontarsi nelle finali sia maschile sia femminile si sono infatti incontrate le squadre di Canada e Stati Uniti, due paesi che stavano vivendo un momento di crescente nervosismo a livello politico e diplomatico. Motivo per cui entrambe le finali sono state caricate di un significato che andava oltre il mero risultato sportivo. Per gioia degli statunitensi, tutti e due gli ori in palio sono finiti al collo della squadra a stelle strisce (entrambe le finali sono finite 2-1 per gli americani). Le medaglie di bronzo sono andate alla Finlandia nell'hockey maschile e alla Svizzera in quello femminile.

Paralimpiadi

La XIV edizione dei Giochi paralimpici invernali si è svolta dal 6 al 15 marzo principalmente tra Milano e Cortina d'Ampezzo, oltre ad altre località già coinvolte nei XXV Giochi olimpici invernali, che hanno fatto da cornice a un evento di grande rilevanza sportiva e sociale.
Si è trattato infatti della terza edizione dei Giochi Paralimpici ospitata in Italia, dopo i Giochi Paralimpici Estivi 1960 e Giochi Paralimpici Invernali 2006, a conferma di una tradizione ormai consolidata nell'organizzazione di grandi eventi inclusivi. L'edizione di Milano-Cortina ha così assunto un valore simbolico particolare, celebrando peraltro il cinquantesimo anniversario dei primi Giochi Paralimpici Invernali e il ritorno della rassegna in Italia a vent'anni da Torino 2006.
Alla manifestazione hanno preso parte circa 665 atleti, in rappresentanza di 55 delegazioni, tra queste presenti per la prima volta sul palcoscenico paralimpico invernale quelle di Haiti, Macedonia del Nord, Montenegro, Portogallo ed El Salvador.
In occasione dei Giochi di Milano-Cortina, il Comitato paralimpico internazionale, organo indipendente dal Comitato olimpico internazionale, ha deciso, non senza suscitare polemiche, di riammettere ufficialmente Russia e Bielorussia alle Paralimpiadi invernali, consentendo a sei atleti russi e quattro bielorussi di gareggiare sotto le rispettive bandiere nazionali. Tutti gli atleti sono stati impegnati in 79 gare distribuite in sei discipline: parabiathlon, curling in carrozzina, parasci alpino, parasci di fondo, parahockey su ghiaccio e parasnowboard. Tra le novità più significative, l'introduzione del curling in carrozzina a coppie miste, per la prima volta inserito nel programma ufficiale con assegnazione di medaglie.
Il medagliere finale è stato dominato dalla Cina che ha conquistato 44 titoli (15 ori, 13 argenti e 16 bronzi. Al secondo posto si è piazzata la delegazione degli USA che ha conquistato 24 medaglie (13-5-6) e al terzo la Russia che nonostante fosse presente con una squadra molto piccola è riuscita a vincere 12 medaglie (8-1-3).
L'Italia ha conquistato 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi in tre diverse discipline (sci alpino, sci nordico e snowboard) ed ha battuto così il record di Lillehammer che reggeva dal 1994. In quell'occasione infatti, furono solo 13 i titoli vinti (7 argenti e 6 bronzi).
Tra gli azzurri va sottolineata la prova di Giacomo Bertagnolli: lo sciatore trentino della categoria ipovedenti ha firmato una delle imprese più significative dello sport paralimpico italiano, conquistando cinque medaglie nello sci alpino (due ori, due argenti e un bronzo) salendo sul podio in tutte le gare disputate. In totale nella sua carriera Bertagnolli ha conquistato ben 13 titoli olimpici in 15 gare disputate.
Come Bertagnolli, anche la statunitense Oksana Masters ha ulteriormente incrementato il personale palmares di allori olimpici: vincendo quattro ori e un bronzo tra sci di fondo e biathlon, l'atleta americana, capace di gareggiare sia nei Giochi estivi sia in quelli invernali, ha portato il bottino personale a 24 medaglie, di cui tredici d'oro.

Medagliere

Il medagliere di Milano-Cortina 2026 è stato letteralmente dominato dalla Norvegia che ha vinto in totale 41 titoli (18 ori, 12 argenti e 11 bronzi). Al secondo posto si sono classificati gli Stati Uniti con 33 medaglie (12 ori, 12 argenti, e 9 bronzi). Terzi i Paesi Bassi con un bottino di 20 medaglie (10 ori, 7 argenti e 3 bronzi).
Ottimo il risultato dell'Italia: 30 medaglie, mai così tante in un'edizione invernale. Arrivata con un contingente di 195 tra atleti e atlete, gli azzurri hanno ottenuto 10 ori nell'edizione casalinga dei Giochi Olimpici Invernali. A questi, si sono aggiunti 6 argenti e 14 bronzi. Il ricco bottino non ha permesso però ai padroni di casa di salire sul terzo gradino del podio del medagliere, occupato dall'Olanda, che sebbene abbia conquistato dieci medaglie meno dell'Italia, ha vinto pari ori ma un argento in più.

Milano-Cortina 2026
Giochi della XXV Olimpiade invernale

L'Italia ha partecipato ai XXV Giochi olimpici invernali con 195 atleti.
Durante la cerimonia di apertura, i portabandiera sono stati la pattinatrice di short track Arianna Fontana e il fondista Federico Pellegrino a Milano, e la sciatrice alpina Federica Brignone insieme al giocatore di curling Amos Mosaner a Cortina d'Ampezzo. Alla cerimonia di chiusura hanno portato la bandiera il pattinatore Davide Ghiotto e la biatleta Lisa Vittozzi.
Come detto, l'Italia ha concluso le Olimpiadi casalinghe con 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi, per un totale di 30 medaglie, stabilendo così il record di medaglie mai ottenuto ai Giochi olimpici invernali, superando le 20 medaglie conquistate a Lillehammer 1994. Il quarto posto nel medagliere ha rappresentato il miglior piazzamento di sempre, eguagliando quelli ottenuti a Lillehammer e a Grenoble 1968.
I 10 ori sono stati conquistati da Francesca Lollobrigida, che ha vinto due medaglie nel pattinaggio di velocità, rispettivamente sulla distanza dei 3000m e dei 5000m; Federica Brignone, che nello sci alpino ha dominato sia la gara di super G sia quella di slalom gigante; Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser short track, staffetta mista; Andrea Vötter e Marion Oberhofer, slittino, doppio donne; Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder, slittino, doppio uomini; Lisa Vittozzi, biathlon, inseguimento donne; Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, pattinaggio di velocità: team pursuit uomini; Simone Deromedis, sci acrobatico, skicross uomini.

Exploit Brignone e Lollobrigida

Federica Brignone e Francesca Lollobrigida hanno vinto entrambe 2 ori. Lollobrigida ha vinto il titolo nel pattinaggio di velocità in linea sia nei 3000m, dove ha stabilito anche il nuovo record Olimpico, sia nei 5000m. Un risultato davvero importante per la campionessa del mondo in carica, che con le 2 medaglie conquistate a Milano ha portato a 4 il personale bottino di titoli olimpici in bacheca diventando così l'atleta di pattinaggio di velocità italiana più medagliata ai Giochi Invernali di tutti i tempi.
Più forte dell'infortunio, più forte del dolore e, soprattutto, più forte delle avversarie. Così Federica Brignone ha conquistato nello sci alpino due ori, metallo che mancava nel suo palmares olimpico, dominando sia la gara di Super G sia quella di slalom gigante. Una doppietta per certi versi storica, visto che nessuna italiana aveva mai vinto due titoli nella stessa edizione dei Giochi Invernali. Una supremazia che, oltre alle immense soddisfazioni sportive, ha regalato una delle immagini più iconiche dell'edizione dei Giochi italiani: quella delle due avversarie in Super G, Hector e Stjernesund (argento ex aequo), che si sono inchinate insieme per complimentarsi con l'italiana al traguardo.

Arianna Fontana oltre la leggenda

Ai Giochi di Milano-Cortina 2026 era tra i grandi simboli dell'Italia. Scelta come portabandiera nella cerimonia d'apertura allo Stadio Giuseppe Meazza, ha guidato la delegazione azzurra con orgoglio davanti al mondo intero. Sulla pista, la sua Olimpiade è diventata leggenda: ha conquistato l'oro nella staffetta mista e ha scritto una nuova pagina dello sport italiano, salendo sul podio olimpico per la sesta edizione consecutiva.
Nei 500 metri è arrivato poi un prezioso argento che le è valso la tredicesima medaglia olimpica in carriera, risultato che le ha consentito di eguagliare il primato dello schermidore Edoardo Mangiarotti, fino ad allora l'atleta azzurro più medagliato di sempre.
Con un altro argento nella staffetta femminile ha superato definitivamente quel record ed è diventata l'atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi olimpici. A chiudere questa Olimpiade indimenticabile, nella straordinaria cornice dell'Arena di Verona, le è stato affidato l'onore di spegnere il fuoco olimpico, gesto simbolico che suggella una carriera entrata per sempre nella storia dello sport.
Non solo oro: anche argento e bronzo raccontano imprese che meritano di essere ricordate. Il riferimento va, solo per esempio, alla storica doppietta di medaglie, la prima nella storia dello sport invernale italiano, conquistata da Giovanni Franzoni (argento) e Dominik Paris (bronzo), nella discesa libera di Bormio, peraltro le prime medaglie azzurre conquistate a Milano-Cortina 2026. E ancora a Sofia Goggia, che ha completato il suo personalissimo set di medaglie Olimpiche vincendo il bronzo nella discesa libera; e pure alla coppia del curling formata da Stefania Constantini e Amos Mosaner che hanno firmato una nuova impresa per il curling italiano, conquistando, dopo l'oro di Pechino 2022, il secondo podio consecutivo, un bronzo, nel doppio misto.

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Milano-Cortina 2026 Per avere una panoramica completa delle immagini della XXV olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.

Foto Olimpiadi

Video Olimpiadi
Dopo la vittoria in Gigante, le avversarie si inchinano a Federica Brignone

Milano-Cortina 2026
Giochi della XXV Olimpiade invernale

I Giochi di Milano-Cortina 2026 non si sono limitati a due città. Hanno abbracciato tre regioni - Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige - unendo l'energia di Milano alla maestosità delle Alpi e delle Dolomiti. Le gare si sono svolte in luoghi simbolo come la Valtellina, la Val di Fiemme, Anterselva e Bormio, trasformando l'Italia in un unico grande palcoscenico olimpico.
Tra le grandi novità di questa edizione invernale dei Giochi c'è stato l'ingresso dello Scialpinismo, disciplina spettacolare e durissima: gli atleti hanno scalato le montagne con gli sci ai piedi e poi si sono lanciati in discese mozzafiato. Le competizioni si sono disputate in tre prove: sprint maschile, sprint femminile e staffetta mista. Le mascotte ufficiali sono state due ermellini: Tina e Milo. Tina ha rappresentato lo spirito olimpico; Milo, nato senza una zampa, ha imparato a usare la coda per superare ogni ostacolo ed è diventato simbolo di resilienza nelle Paralimpiadi.
Il logo ufficiale dei Giochi, chiamato Futura, è stato scelto dal pubblico con una votazione mondiale. Il segno luminoso che disegna il numero 26 ha rappresentato sostenibilità e inclusione.
Questa edizione ha segnato anche un passo storico verso l'uguaglianza: la partecipazione femminile ha sfiorato il 47% degli atleti, uno dei risultati più equilibrati nella storia dei Giochi Invernali.
Le delegazioni di Georgia e Brasile hanno vinto la loro prima medaglia ai Giochi invernali: l'argento nel pattinaggio di figura a coppie i georgiani e addirittura l'oro il Brasile, grazie a Lucas Pinheiro Braathen nello slalom gigante maschile.