La storia delle Olimpiadi

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Sarajevo 1984
Giochi della XIV Olimpiade invernale

La XIV edizione delle Olimpiadi Invernali si disputò nel febbraio 1984 a Sarajevo. I Giochi furono segnati da un'enorme quantità di neve che cadde per tutto il tempo della durata dell'olimpiade che fu causa di notevoli disagi. Rimasero paralizzati uomini e cose, e anche i trasporti urbani a un certo punto divennero difficoltosi. Il programma olimpico subì continui spostamenti e rinvii delle gare previste. Si arrivò addirittura ad interrompere la rete di rifornimenti di farmaci per gli atleti, a causa dell'aeroporto bloccato e dell'entrata in crisi anche del sistema ferroviario, peraltro non eccelso, che legava la città, sita nel cuore della Bosnia, al resto della Iugoslavia.

I maligni non faticarono a collegare certe prestazioni nettamente al di sotto delle aspettative col fatto che certi atleti non avevano potuto assumere "farmaci" coadiuvanti. D'altro canto il fantasma del doping non era ancora vistoso, come sarebbe diventato negli anni immediatamente successivi, ma qualcosa già si sospettava.

Sarajevo può essere rammentata anche come una edizione priva di fattore campo, data l'inconsistenza della rappresentativa iugoslava, fortissima abitualmente nei Giochi estivi, e specie negli sport di squadra, insignificante in quelli invernali.

Nella ex Iugoslavia giunsero 1272 atleti (274 donne) in rappresentanza di 49 nazioni, che per la prima volta si misurarono su 39 sport, uno in più (la 20 km fondo femminile) rispetto all'edizione precedente.

Sarajevo 1984
Giochi della XIV Olimpiade invernale

Lo sci alpino consacrò lo statunitense William Johnson campione nella discesa libera; gli Usa conquistarono così la loro prima medaglia d'oro in questa disciplina. Nel gigante vittoria di Julen (Svizzera), che si qualificò primo davanti a Franko, il miglior atleta jugoslavo. I gemelli americani Phil e Steve Mahre si aggiudicarono rispettivamente l'oro e l'argento nella prova di slalom.

La svizzera Michela Figini (17 anni) divenne, in occasione della gara di discesa libera femminile, la più giovane atleta mai salita, nella storia delle Olimpiadi, sul gradino più alto del podio in questa specialità. Sempre lo sci femminile diede la prima medaglie anche a Debbie Armstrong (Usa, oro nello slalom gigante).

La Scandinavia monopolizza il fondo

Le nazioni scandinave mostrarono tutta la loro supremazia nelle gare di fondo: Wassberg (Svezia) primo nella 50 Km, Gunde Svan (Svezia) oro nella 15 km; 3 vittorie su 3 per la finlandese Marja-Liisa Hämälainen nel fondo femminile; nella 5 km, infine, trionfò la Norvegia. Unico neo, la vittoria del sovietico Zimyatov nella 30 km, che bissò così il titolo già conquistato nel 1980.

All'Urss l'oro nella staffetta dei 30 km biathlon. Sul monte Trebevic, Hoppe (Germania Ovest) e la sua squadra dominarono nel bob vincendo tutte le gare previste.

Il pattinaggio artistico

Allo stadio del ghiaccio i giudici consacrarono vincitori gli splendidi Torvill-Dean (Gran Bretagna, danza su ghiaccio), Hamilton (Usa, artistico individuale maschile), Witt (Germania Est, vincitrice di un avvincente duello con l'americana Sumners nell'artistico femminile) e il duo Vasiliev-Valova (Urss, artistico a coppie), questi ultimi strettamente marcati dai fratelli americani Peter e Kitty Carruthers.

Il Canada dominò la scena per quanto riguarda il pattinaggio di velocità maschile con le due vittorie (1000 m e 1500 m) e il bronzo (500 m) di Boucher; mentre in quello femminile si consacrò reginetta la tedesca dell'est Karin Enke con un bottino di 2 ori (1000 m e 1500 m) e 2 argenti (500 m e 3000 m) e con un nuovo record mondiale nei 1000 m. Nell'hockey i sovietici conquistarono il loro sesto titolo olimpico raggiungendo così il Canada che in quest'edizione si qualificò solo al quarto posto.

Alla fine dei Giochi la miglior atleta risultò la finlandese Marja-Liisa Kirvesniemi, fondista, che vinse 4 medaglie, ben 3 delle quali d'oro.

Medagliere

Fu la Germania orientale a imporsi nel medagliere finale di Sarajevo 1984, vincendo un totale di 24 medaglie, ben 9 delle quali d'oro. Nelle posizioni di rincalzo Unione Sovietica (25 medaglie, ma "solo" 6 d'oro) e Stati Uniti (8 medaglie in totale, metà delle quali in oro).

Sarajevo 1984
Giochi della XIV Olimpiade invernale

A Sarajevo l'Italia conquistò solo due medaglie, ma entrambe d'oro. La prima fu quella dello slittinista altoatesino Paul Hildgartner, che a Sapporo dodici anni prima aveva già conquistato un oro nella prova biposto. Hildgartner fu bravissimo in tutte e quattro le manche, andando in testa sin dalla prima.

L'altro oro azzurro fu vinto nello slalom speciale femminile, dalla appena ventenne Paola ('Paoletta') Magoni che aveva cominciato a gareggiare sugli sci a 9 anni, nei Giochi della Gioventù. Dopo la prima manche Magoni era terza ex aequo con la francese Perrine Pelen, preceduta da un'altra francese, Christelle Guignard e da Ursula Konzett del Liechtentsein. Erano tutte vicinissime. Nella seconda manche Magoni doveva partire per prima e prese i suoi rischi scendendo tra la nebbia. Bisognò aspettare che arrivassero le altre prima di poter festeggiare il primo posto di Paoletta Magoni che fu senz'altro una grossa sorpresa, considerando che la sua carriera internazionale precedente era priva di grandi successi.

Sarajevo 1984
Giochi della XIV Olimpiade invernale

sarajevo 1984 Per avere una panoramica completa delle immagini della XIV olimpiade invernale vai alla pagina ufficiale del CIO.
La 50 Km di sci nordico: in primo piano lo svedese Thomas Wassberg, medaglia d'oro.

Sarajevo 1984
Giochi della XIV Olimpiade invernale

Fece scalpore la condotta non propriamente da sportivo dello scialpinista americano Bill Johnson, che ottenne il primo oro nella specialità per il suo paese. Ventiquattrenne californiano di Los Angeles, Johnson non faceva mistero di bere alcolici, di fumare spavaldamente e non solo tabacco e di avere guidato a lungo l'auto senza patente.

Nello slalom speciale si classificarono primo e secondo Philip e Steven Mahre, due gemelli monozigoti statunitensi, che fino a quel momento avevano ottenuto 36 vittorie in due nelle prove di Coppa del Mondo, la cui classifica assoluta era stata vinta da Phil, il più forte, per ben tre volte.

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Giochi della XIV Olimpiade invernale