La storia delle Olimpiadi

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Los Angeles 1932
Giochi della X Olimpiade

Come era accaduto per la Francia nel 1924, anche agli Stati Uniti il Comitato Olimpico Internazionale concesse delle Olimpiadi "di riparazione": furono quelle di Los Angeles, svoltesi nel 1932. Gli americani, malgrado la crisi economica che li aveva colpiti meno di 3 anni generando il periodo della "grande depressione", fecero di tutto per cancellare il ricordo di Saint Louis, con i suoi giochi da fiera traboccanti di razzismo.

Dopo il lavoro di ampliamento, il Coliseum, con i suoi 105.000 posti, era lo stadio più grande che avesse mai ospitato un'Olimpiade; la pista per l'atletica, in cenere, si sarebbe dimostrata velocissima. Anche la dotazione tecnica raggiunse livelli mai visti prima: 23 altoparlanti, cronometri elettrici di nuova concezione, cineprese speciali poste sul traguardo, in modo da risolvere ogni eventuale incertezza sugli ordini d'arrivo. Non erano da meno, quanto a funzionalità, le piscine e il velodromo, anche questi di nuova costruzione.

Lo splendido villaggio olimpico

Ma il vero gioiello urbanistico di Los Angeles 1932 fu il villaggio olimpico: 550 villette bianche e rosa in legno, immerse nel verde con vista sull'oceano, con molti impianti per gli allenamenti, 12 campi da tennis e 12 piscine. Su questo paradiso terrestre, recintato e riservato al sesso maschile (le donne alloggiavano in albergo), vegliavano guardie a cavallo vestite da cow-boy.

L'esistenza di un villaggio olimpico contribuì a contenere le spese di permanenza degli atleti; tuttavia il numero dei partecipanti si dimezzò (1332 di cui 126 donne) rispetto ad Amsterdam, e il numero delle nazioni rappresentate scese a 37. Nonostante le comunicazioni internazionali fossero migliorate, raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti poteva essere sempre troppo oneroso, specialmente in un periodo di grave recessione economica come quello attraversato allora dalle nazioni del vecchio continente. Gli atleti in gara diminuirono inoltre anche per una ragione di carattere normativo: il Comitato Olimpico Internazionale aveva stabilito che ciascun paese potesse essere rappresentato da un massimo di tre atleti per ogni singola prova individuale e da una sola squadra per le prove collettive.

Olimpiadi cinematografiche

Un elemento di richiamo che gli organizzatori sfruttarono fu la vicinanza di Hollywood. La capitale del cinema per antonomasia fu mobilitata per i Giochi, i cui testimonial furono attori famosissimi come Douglas Fairbanks e Mary Pickford, al lavoro già dal 1924 per promuovere l'Olimpiade con spot e interventi pubblici.

Los Angeles 1932
Giochi della X Olimpiade

Gli errori nella gare di atletica

Curiosamente, in quel festival di tecnologie e soluzioni d'avanguardia, due delle gare più suggestive dell'atletica, i 100 e i 200 m piani, furono segnate da errori e imperfezioni tecniche. I personaggi in causa furono in entrambi i casi i velocisti neri americani Eddie Tolan e Ralph Metcalfe; nei 100 m Tolan prevalse per 2,5 cm, ma l'angolazione del fotofinish a molti non parve corretta; nei 200 m Metcalfe fu battuto in modo netto, ma per un errore nella misurazione delle corsie aveva dovuto percorrere 2 m in più rispetto agli avversari. Quando se ne rese conto presentò reclamo, ma ormai il titolo era già stato ufficialmente assegnato a Tolan, e si ritenne di lasciare le cose come stavano. Fu considerata tutto sommato innocua la svista dei giudici che costrinse i concorrenti dei 3000 m siepi a compiere un giro di pista in più; sia ai 3000 m sia ai 3460 m la linea del traguardo fu tagliata per primo dal finnico Volmari Iso-Hollo.

Nuoto, il dominio dei giapponesi

Nel nuoto i Giochi di Los Angeles videro lo strapotere (preannunciato già quattro anni prima ad Amsterdam) dei giapponesi, che trionfarono in cinque gare su sei. Solo l'americano Buster Crabbe fu in grado di spezzare il monopolio degli atleti del Sol Levante, vincendo i 400 stile libero.

Le olimpiadi in rosa

A Los Angeles si rivelò la prima grandissima campionessa dello sport femminile, Mildred Babe Didrikson, vincitrice nel lancio del giavellotto, negli 80 m ostacoli e retrocessa al secondo posto nel salto in alto perché in occasione del suo salto vincente aveva superato l'asticella con la testa e le spalle prima che con il resto del corpo, tecnica vietata sino al 1936. La diciottenne Didrikson, americana di origine norvegese, sarebbe stata in grado di aggiudicarsi altre medaglie, ma il regolamento consentiva a ciascun atleta di gareggiare al massimo in tre specialità. Durante la sua breve vita (morì a 42 anni), Babe Didrikson avrebbe praticato con ottimi risultati una quantità di sport, dal baseball al basket al polo, e in particolare avrebbe dominato la scena americana e mondiale nel golf.

Medagliere

Il medagliere finale di Los Angeles 1932 vide prevalere la squadra di casa che ottenne in totale 103 medaglie, 41 delle quali d'oro. Ma la vera sorpresa fu rappresentata dall'Italia: gli Azzurri, con un bottino di 36 medaglie, equamente divise tra oro, argento e bronzo, salirono inaspettatamente al secondo posto delle nazioni più medagliate. Terza si classificò la Francia.

Los Angeles 1932
Giochi della X Olimpiade

Con 12 medaglie d'oro, 12 d'argento e 12 di bronzo l'Italia occupò la seconda posizione dietro gli Stati Uniti nella graduatoria ufficiosa per nazioni; risultato eccezionale mai conseguito prima e non ripetuto, neppure a Roma nel 1960. L'apoteosi fu raggiunta il 4 agosto, quando, il milanese Luigi Beccali, detto Ninì, milanese di venticinque anni, dieci volte campione nazionale, campione d'Europa e primatista mondiale dei 1500 m. Beccali con una prodigiosa rimonta finale vinse i 1500 m piani di fronte a 80.000 spettatori elettrizzati migliorando il record olimpico. Altro grande protagonista azzurro fu il ginnasta riminese Romeo Neri, campione olimpico nel concorso generale individuale, in quello a squadre e nelle parallele. Neri, che prima di dedicarsi alla ginnastica era stato nuotatore, pugile e sollevatore di pesi, ricevette offerte da Hollywood; si sarebbe voluto farne un altro Tarzan, ma lui rifiutò. Gli italiani primeggiarono anche nella scherma e nel ciclismo, discipline in cui del resto il nostro paese vantava un'ottima tradizione. Nella lotta greco-romana Giovanni Gozzi ottenne la medaglia d'oro, mentre Marcello Nizzola quella d'argento.

Los Angeles 1932
Giochi della X Olimpiade

los angeles 1932 Per avere una panoramica completa delle immagini della X olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.
La texana Mildred 'Babe' Didrikson fu la stella dell'atletica femminile. Conquistò la medaglia d'oro negli 80 m ostacoli e nel lancio del giavellotto, stabilendo il record del mondo in entrambe le specialità.

Los Angeles 1932
Giochi della X Olimpiade

Il successo dell'Olimpiade americana fu decretato anche dal numero elevato dei record battuti: ben 18. A questo proposito è sufficiente pensare che nell'atletica leggera gli unici record a non crollare furono quelli del salto in lungo e del lancio del martello.

Per la prima volta ai Giochi la premiazione avvenne sul podio con l'esecuzione degli inni nazionali e l'alzabandiera.

Il Comitato olimpico del Brasile, i cui atleti raggiunsero la California dopo un lungo viaggio via mare, finanziò la spedizione dotando i suoi di 50.000 sacchi di caffè. Solo il ricavato della vendita di questo prodotto nei vari porti toccati lungo il viaggio consentì ad alcuni atleti carioca di pagarsi adeguatamente la spedizione.

Dall'olimpiade al cinema

Durante le due settimane dei Giochi (30 luglio - 14 agosto) i talent scout cinematografici dovettero essere particolarmente attivi, e se Romeo Neri preferì tornare a casa, diversi altri atleti passarono direttamente dal villaggio olimpico a Hollywood, primo fra tutti uno schermidore australiano di nome Errol Flynn.