La storia delle Olimpiadi

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Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale

I diciottesimi Giochi Olimpici Invernali, svoltisi a Nagano (Giappone) dal 7 al 22 febbraio, registrarono una serie di primati: 2302 atleti iscritti (dei quali il 35% donne, percentuale mai raggiunta in passato) in rappresentanza di 72 paesi (5 in più rispetto a Lillehammer '94) e 1.275.529 spettatori, cifra record raggiunta quasi a sorpresa dopo un avvio poco entusiasmante.

Irreprensibile dal punto di vista della logistica, l'organizzazione giapponese dovette fare i conti con una natura avversa: non mancarono neppure alcune scosse di terremoto, ma i danni maggiori li ha produsse la pioggia. A farne le spese fu soprattutto lo sci alpino che vide per questi motivi il programma rivoluzionato, o le prove rinviate o disputate in condizioni ambientali difficili e pericolose.

Altre due discipline (snowboard e curling) entrarono nell'agone olimpico, contribuendo ad accrescere ulteriormente il già nutritissimo programma di gare, secondo le esigenze del network americano che pagò centinaia di milioni di dollari per assicurarsi i diritti televisivi. Ma l'evento più atteso a Nagano fu senz'altro la calata in massa dei campioni della NHL (la lega nazionale americana di hockey), qualcosa di simile, in termini sportivi e commerciali, alla prima partecipazione olimpica del "Dream Team" statunitense di basket, a Barcellona '92.

Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale

Finale a sorpresa nell'hockey

Grazie alla partecipazione dei professionisti del massimo campionato nordamericano, il torneo di hockey raggiunse altissimi livelli tecnici, ma ebbe esiti assolutamente sorprendenti, con un podio completamente europeo: al 1° posto la Repubblica Ceca, al 2° la Russia, al 3° la Finlandia. Nulla da fare quindi per Canada e Stati Uniti, finaliste ampiamente pronosticate e auspicate, per motivi di audience televisiva.

Il trionfo della scuola del Vecchio Continente fu rafforzato dal fatto che delle tre compagini medagliate, i cechi furono quelli che presentarono meno giocatori militanti nella NHL (solo 11 contro i 22 della Russia) e seppero conservare uno stile di gioco veloce e creativo, di stampo europeo.

Maier cade ma non si ferma

Entrarono senz'altro nella storia delle Olimpiadi Invernali le immagini della spaventosa caduta in discesa libera del grande favorito, l'austriaco Hermann Maier. Solo per un caso fortunato il suo volo fu spettacolare quanto privo di conseguenze gravi, e il formidabile ex muratore di Flachau si riscattò prontamente vincendo il gigante e il super G.

Egemonia norvegese nello slalom speciale, con il giovane Hans Petter Buraas e l'esperto Ole Christian Furuseth rispettivamente al primo e secondo posto.

Daehlie entra nella leggenda

Con 3 vittorie (10 km tecnica classica, 50 km tecnica libera e staffetta) e un secondo posto (15 km a inseguimento), a Nagano il norvegese Bjorn Daehlie arricchì ulteriormente la sua impressionante collezione di medaglie olimpiche (12, di cui 8 d'oro e 4 d'argento), confermandosi, se mai ve ne fosse stato bisogno, il migliore sciatore di fondo di ogni epoca. Ma, al di là delle cifre, ai Giochi giapponesi Daehlie entrò definitivamente nella leggenda dopo un'epica e massacrante 50 km, che lo vide prevalere per pochi secondi sullo svedese Jonsson soprattutto grazie a un'inarrivabile capacità di soffrire.

Paesi bassi nel pattinaggio

Dominio russo, con pochissime eccezioni, anche nel pattinaggio artistico, mentre la Germania fece la parte del leone nel bob e nel biathlon. Il perfetto adattamento al nuovo pattino snodato permise agli olandesi di conquistare ben 5 medaglie d'oro nel pattinaggio veloce, specialità nella quale peraltro i Paesi Bassi vantavano una grande tradizione.

Proprio un pattinatore olandese, Gianni Romme (oro nei 5000 e 10000 m) e l'insuperabile portiere della Nazionale ceca di hockey Dominik Hasek furono i due grandi protagonisti inattesi di Nagano '98, mentre senz'altro delusero le attese il canadese Wayne Gretzky, messia dell'hockey NHL giunto solo quarto con la sua squadra, e Alberto Tomba, la cui quarta Olimpiade si esaurì in una caduta nel gigante e in una prima manche da 17° posto in speciale.

Le olimpiadi in rosa

Nello sci di fondo femminile la superiorità russa fu quasi mortificante per le avversarie; sorprese un po' tutti il fatto che la migliore in assoluto non sia stata Elena Vaelbe ma Larissa Lazutina, capace di aggiudicarsi 2 medaglie d'oro (5 km tecnica classica, 10 km tecnica libera a inseguimento), un d'argento e una di bronzo individuali, oltre al previsto trionfo nella staffetta, bottino che fece della Lazutina l'atleta più vincente ai Giochi giapponesi.

Medagliere

Nagano '98 segnò un rilevante cambiamento nei rapporti di forza tra le nazioni guida, con l'imprevista affermazione della Germania, capace di aggiudicarsi 12 medaglie d'oro, contro le 10 della Norvegia e le 9 della Russia. Dei 72 paesi in gara ben 24 raccolsero almeno una medaglia; la rivelazione principale fu la Corea del Sud, che grazie ai 3 ori conquistati nello short track precedette nel medagliere paesi di grande tradizione negli sport invernali, quali Francia, Svizzera, Finlandia e Italia che dopo l'eccezionale edizione dei Giochi di Lillehammer si ritrovò ridimensionata, dopo appena due anni, sia nel numero totale di medaglie vinte (10 contro le ben 20 dei Giochi norvegesi) sia nella particolare classifica degli ori (2 contro i 7 di Lillehammer).

Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale

L'impresa di Deborah Compagnoni

In campo femminile, Deborah Compagnoni, dominando la prova di slalom gigante, satbilì il record di 3 medaglie d'oro conquistate in tre Olimpiadi diverse: in superG ad Albertville '92, in gigante a Lillehammer '94 e, appunto, a Nagano '98. Nessuno, né uomo né donna, aveva mai saputo fare altrettanto nello sci alpino. La campionessa valtellinese giunse a un soffio dalla vittoria anche nello slalom speciale, dovendosi accontentare dell'argento solo per un eccesso di prudenza nella seconda manche.

Un podio affollato...

Il secondo oro fu conquistato nel bob a due da Günther Huber, bronzo a Lillehammer, e dall'abruzzese Antonio Tartaglia. Come trent'anni prima a Grenoble '68 quando la coppia Monti-De Paolis arrivò prima ex aequo con un altro equipaggio, anche Huber-Tartaglia arrivarono alla pari con un team canadese, ma mentre i campioni del 1968 furono dichiarati primi perché il regolamento diceva che a parità di tempo fra due equipaggi vinceva il titolo olimpico quello che aveva i migliori tempi di manche, a Nagano questa norma non era più in vigore e vi fu quindi vittoria a pari merito fra i due azzurri e i canadesi Pierre Lueders e David MacEachern, che tenendo conto dei millesimi di secondo sarebbero stati invece i vincitori unici.

Magre soddisfazioni dal fondo

In una edizione olimpica non certo favorevole ai colori azzurri portarono un po' di consolazione le due medaglie vinte nel fondo. Protagonista fu Stefania Belmondo che conquistò l'argento nella 30 km di marcia (dove l'azzurra arrivò in lacrime e stremata a causa della neve tramutatasi in pioggia che le aveva impedito la rimonta finale) e il bronzo nella staffetta 4x5 km, dove Stefania Belmondo e Manuela Di Centa, da sempre acerrime rivali, dopo la bella gara abbozzarono persino un abbraccio riconciliante sul podio.

Argento con rimpianto anche per la staffetta maschile che arrivò al traguardo distanziata di soli 30 cm dai vincitori norvegesi.

Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale

nagano 1998 Per avere una panoramica completa delle immagini della XVIII olimpiade invernale vai alla pagina ufficiale del CIO.

Foto

Video
Deborah Compagnoni subito dopo il trionfo nello slalom gigante. Questo successo l'ha fatta entrare nella storia dello sci alpino: nessuno (né uomo né donna) prima di lei era riuscito a conquistare 3 medaglie d'oro in 3 edizioni diverse dei Giochi Olimpici Invernali.

Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale

A Olimpiadi iniziate cominciò a girare la voce che la pista del biathlon fosse stata spostata, spendendo svariati milioni di dollari in più per la sua costruzione, giusto per non disturbare un falco che aveva fatto il suo nido su un albero vicino al poligono di tiro.

Protagonista dell'hockey fu il canadese trentasettenne Wayne Gretzky, ritenuto il più grande giocatore di tutti i tempi, che, per onorare lo spirito olimpico, accettòdi partecipare ai Giochi con la squadra del suo paese, gratis, lui che negli anni migliori guadagnava circa 400.000 dollari a stagione.

Avrebbe potuto trasformarsi in oro l'argento conquistato da Thomas Prugger nel gigante di snowboard, se il Cio non avesse perdonato al vincitore, il canadese Ross Rebagliati, una trasgressione (avere fumato marijuana) a termini di regolamento punibile con la squalifica.

Nagano 1998
Giochi della XVIII Olimpiade invernale