La storia delle Olimpiadi

home_button

Melbourne 1956
Giochi della XVI Olimpiade

I Giochi Olimpici di Melbourne, i primi disputati nell'emisfero sud del mondo, si tennero dal 22 novembre all'8 dicembre 1956, in un torrido inizio di estate australe; fatto questo che certo non giovò agli atleti provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti, costretti prima ad affrettare i ritmi della preparazione e poi a fare i conti con il violento sbalzo di temperatura. Del resto una manifestazione di dimensioni mondiali come quella olimpica non poteva limitarsi a sedi europee o nordamericane.

Le Olimpiadi tuttavia non poterono fare a meno di trascinarsi dietro, dall'emisfero nord, laceranti tensioni politiche: nel novembre 1956 l'intervento militare sovietico aveva represso la rivolta ungherese, mentre francesi e inglesi avevano inviato truppe nella zona del canale di Suez, nazionalizzato dagli Egiziani. Conseguenza diretta di queste crisi furono la mancata partecipazione ai Giochi di Olanda, Spagna e Svizzera per protesta contro l'Unione Sovietica, e di Egitto, Irak e Libano per la questione del canale di Suez. In compenso giunse a Melbourne una piccola rappresentanza della Repubblica Popolare Cinese, che peraltro tornò subito a casa quando, in occasione dell'apertura del villaggio olimpico, fu issata soltanto la bandiera della Cina nazionalista.

Il prologo svedese e la fiaccola per via aerea

Il numero degli atleti in gara scese di circa 2000 unità rispetto a Helsinki, fermandosi a 3314 (376 donne), in rappresentanza di 72 nazioni (contro le 69 di Helsinki). L'ormai immancabile fiaccola olimpica fece gran parte del suo lunghissimo viaggio in aereo; solo in territorio australiano fu portata, per 3500 km, da 2700 tedofori.

Melbourne 1956
Giochi della XVI Olimpiade

Il duello USA-URSS e l'orgoglio degli ungheresi

Il duello tra Stati Uniti e Unione Sovietica, iniziato a Helsinki, si rinnovò con toni molto più aspri. Questa volta furono i Sovietici a prevalere con 37 medaglie d'oro, contro 32 d'oro degli Statunitensi.

Al terzo posto si piazzò l'Australia, mentre l'Ungheria retrocesse di una posizione rispetto a quattro anni prima. Un buon risultato, per i magiari, se si pensa che, per le tristi vicende della loro patria, furono costretti a presentarsi a ranghi ridotti: alcuni atleti (come i calciatori più forti) erano fuggiti in Occidente dopo il fallimento dell'insurrezione, altri si trovavano in prigione, qualcuno era morto sulle barricate. Particolare fu l'accanimento con cui gli atleti ungheresi si batterono contro quelli sovietici ogni volta che se li trovarono di fronte; nella pallanuoto si arrivò alla rissa, in acqua e fuori, con il coinvolgimento anche di alcuni spettatori.

Kuc, l'erede di Zatopek

Venendo allo sport vero e proprio, da notare nell'atletica (peraltro dominata dagli Stati Uniti) l'impresa del sovietico Kuc, che si propose come successore di Zatopek trionfando nei 5000 e 10000 m piani. Vladimir Kuc, ucraino, ufficiale di marina, assomigliava a Zatopek nello stile di corsa più efficace che elegante, ma a differenza del suo maestro avrebbe avuto una carriera breve: solo tre anni, sufficienti comunque a migliorare per quattro volte il primato mondiale dei 5000 m piani.

L'atletica: Mimoun e Al Oerter

L'algerino-francese Alain Mimoun, dopo aver subito la supremazia di Zatopek per due Olimpiadi (3 medaglie d'argento), si prese una rivincita vincendo il titolo della maratona, mentre il cecoslovacco fu solamente sesto. Le specialità veloci furono, come al solito, riserva di caccia degli americani; l'unica novità fu un vincitore bianco nei 100 e 200 m, il texano Bobby Morrow. Nel disco lo statunitense Al Oerter iniziò un'irripetibile serie di vittorie che sarebbe proseguita a Roma nel 1960, a Tokyo nel 1964 e a Città del Messico nel 1968. In campo femminile le corse veloci furono appannaggio delle australiane.

L'Australia domina il nuoto

Ma i padroni di casa fecero mirabilie soprattutto nel nuoto, aggiudicandosi 8 medaglie d'oro su 13 e occupando tutto il podio nei 100 m stile libero, sia maschili sia femminili. Al di là delle eccezionali doti di alcuni singoli, come Murray Rose o, ancor più, la bizzarra Dawn Fraser (che sarebbe stata campionessa olimpica anche a Roma e a Tokyo), il segreto dei successi australiani erano i sistemi di preparazione scientifici, nei quali nessun particolare veniva trascurato, dalla tecnica natatoria all'alimentazione, alla depilazione, per ridurre il più possibile l'attrito con l'acqua.

La ginnastica vide ancora la schiacciante superiorità sovietica. Per quanto riguarda i singoli, in campo maschile si confermò il dominatore di Helsinki, Viktor Cukarin, conquistando 3 medaglie d'oro, 1 d'argento e 1 di bronzo.

Il ragno nero guida l'URSS all'oro

A Melbourne si rivelarono altri due atleti sovietici destinati a una lunga e luminosa carriera: nel canottaggio conquistò la prima delle sue 3 medaglie olimpiche consecutive (1956, 1960, 1964) Vjaceslav Ivanov, forse il più grande singolista nella storia di questo sport, mentre il portiere Lev Jashin (uno dei più grandi di ogni epoca nel ruolo detto il Ragno Nero) diede il suo determinante contributo alla conquista del titolo olimpico di calcio da parte della squadra sovietica, di cui era capitano. Quattro anni più tardi Jashin avrebbe guidato la nazionale del suo paese alla vittoria nei campionati europei.

Le olimpiadi in rosa

Tra le donne la ginnasta sovietica Larisa Latynina si aggiudicò 3 titoli e un secondo posto, al pari dell'ungherese Agnes Keleti. Larisa Latynina avrebbe partecipato anche alle Olimpiadi di Roma e di Tokyo, e con un totale di 18 medaglie (tra oro, argento e bronzo) è a tutt'oggi l'atleta (considerati uomini e donne) salita più volte sul podio, nella storia dei Giochi Olimpici.

Medagliere

Come detto, il medagliere finale dei Giochi australiani fu dominato dall'Unione Sovietica che ottenne in totale 98 medaglie. Secondo posto per la compagine statunitense, con un bottino di 74 allori. Terzi i padroni di casa che vinsero in totale 35 medaglie. Molto buono il quinto posto degli azzurri che vinsero 25 medaglie.

Melbourne 1956
Giochi della XVI Olimpiade

La spedizione italiana ancora una volta tornò in patria con 8 medaglie d'oro, alle quali se ne aggiunsero altrettante d'argento e 9 di bronzo. Nel segno della continuità anche la quinta posizione nella graduatoria per nazioni. Dal punto di vista qualitativo, da rimarcare tuttavia il digiuno assoluto nella specialità "regina" dei giochi, l'atletica leggera; alla vigilia si confidava molto nei marciatori Giuseppe Dordoni e Abdon Pamich, ma il risultato migliore fu il quarto posto di Pamich nella 50 km. Non tradirono le attese, invece, i ciclisti: Ercole Baldini (futuro vincitore di un Giro d'Italia e di un Campionato del Mondo tra i professionisti) dominò la prova individuale su strada, Leandro Faggin conquistò la medaglia d'oro nel chilometro con partenza da fermo e nell'inseguimento a squadre, insieme con Gasparella, Brancati e Gandini. Anche la scherma (altro tradizionale punto di forza) procurò all'Italia 3 medaglie d'oro: spada individuale e a squadre, fioretto individuale. Nella spada individuale il trionfo azzurro fu completo, con Pavesi, Delfino e Edoardo Mangiarotti piazzati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto.

La medaglia d'oro venne dal canottaggio, nel quattro con timoniere. Così come a Londra nel 1948, l'equipaggio vincente era formato da operai della Moto Guzzi, e si fece notare anche per un'importante innovazione tecnica: lo spostamento da destra a sinistra del remo tre, e da sinistra a destra del remo quattro, per evitare di procedere a zigzag.
Aggiudicandosi la medaglia d'oro nella fossa olimpica, Galliano Rossini diede inizio a quella che col tempo sarebbe divenuta una brillante tradizione italiana nel tiro a volo.

Melbourne 1956
Giochi della XVI Olimpiade

melbourne 1956 Per avere una panoramica completa delle immagini della XVI olimpiadevai alla pagina ufficiale del CIO.
Il discobolo statunitense Al Oerter vince la sua prima medaglia d'oro. Fu la prima di una strepitosa serie di successi che lo videro ancora trionfare nel lancio del disco nelle seguenti tre edizioni olimpiche: Roma 1960, Tokyo 1964 e Città del Messico 1968.

Melbourne 1956
Giochi della XVI Olimpiade

I Giochi di Melbourne avevano avuto a giugno un prologo in terra svedese, riservato all'equitazione. Questo dirottamento si rese necessario perché una severa legge in vigore in Australia imponeva una lunga quarantena per gli equini provenienti dall'estero.

Le Olimpiadi di Melbourne si conclusero l'8 dicembre 1956 con una sfilata che vide tutti gli atleti mescolati, senza bandiere e divisioni nazionali; visto il clima in cui erano cominciate, si trattava di un risultato confortante.

A Melbourne la Germania si presentò con una squadra unita nonostante le divisioni politiche che albergavano nel paese. Nel nuoto fece l'esordio ufficiale lo stile a farfalla. Si disputarono infatti i 200 m e il nuovo stile si configurava come una sorta di separazione tecnica dai 200 m rana.