La storia delle Olimpiadi

Stoccolma 1912
Giochi della V Olimpiade

L'edizione londinese aveva risollevato le sorti, sino ad allora incerte, del movimento olimpico, ma per il futuro il barone de Coubertin si proponeva l'allestimento di manifestazioni meno imponenti e meno costose per il paese ospitante. Questa sua esigenza di austerità si accordò perfettamente con la candidatura a organizzare le Olimpiadi avanzata dalla Svezia fin dal 1894.

In effetti i Giochi Olimpici che si tennero a Stoccolma nel 1912 furono un capolavoro di organizzazione, con uno stadio (costruito grazie a una apposita lotteria statale) funzionale e ricco di soluzioni d'avanguardia, malgrado l'aspetto neogotico. Sempre in tema di progresso tecnico, si videro per la prima volta cronometraggi elettrici e persino una rudimentale forma di fotofinish; fu inoltre costruita una gabbia metallica attorno alla pedana del lancio del martello e furono segnate con il gesso le corsie per le prove di velocità (100, 200 e 400 m).

Alla fine di laboriose trattative tra de Coubertin e i vari Comitati Olimpici nazionali, si pervenne a una riduzione delle discipline, che dalle 26 di Londra scesero a 14. Tra le vittime di questo sfoltimento ci fu anche il pugilato (entrato nel programma solo nel 1904), avversato dagli svedesi perché ritenuto troppo violento, in compenso fece la sua comparsa il pentathlon moderno, dominato dagli atleti di casa. Il numero degli atleti partecipanti (2407 di cui 2359 uomini e 48 donne) superò comunque, anche se di poco, quello registrato a Londra; in compenso i Giochi durarono meno di un mese e, fatto assolutamente inedito, si chiusero con il bilancio in attivo.

Stoccolma 1912
Giochi della V Olimpiade

I campioni di atletica e nuoto

Lo sport più seguito fu come sempre l'atletica, che presentò, nel fondo, la grande novità dei finlandesi, primo fra tutti Hannes Kolehmainen, vincitore nei 5000 m, nei 10000 m e negli 8000 m di corsa campestre. Tra gli americani si distinse il mezzofondista Ted Meredith. Godette di grande popolarità anche il nuotatore hawaiano Paoa "Duke" Kahanamoku, che grazie a un crawl pressoché perfetto vinse i 100 m stile libero, stabilendo il nuovo record mondiale: 1'03"4

Il grende sentiero lucente

Ma la figura più notevole (e, se vogliamo, tragica) delle Olimpiadi di Stoccolma fu quella di Jim Thorpe, possente atleta americano trionfatore nel pentathlon e nel decathlon. Thorpe era un pellerossa di origine algonchina, e il suo nome indiano era Sentiero Lucente. Persino il re Gustavo di Svezia si congratulò con lui dicendogli: "Signor Thorpe, siete il più grande atleta del mondo". Sentiero Lucente rispose laconico: "Grazie, signor re!". Ma nel febbraio del 1913 fu privato delle sue medaglie perché prima dei Giochi Olimpici aveva militato in una squadra di baseball del Nord-Carolina, con un ingaggio di 100 dollari al mese. Il provvedimento, da lui ritenuto ingiusto, lo ferì profondamente. Iniziò allora a praticare qualsiasi sport gli procurasse un guadagno: baseball, football, hockey, esibizioni nei rodei, ecc. Ma sempre tormentato dal sentimento del torto subito, si trasformò poco a poco in un vagabondo alcolizzato. Sarebbe morto dentro una vecchia roulotte alla periferia di Los Angeles, nel 1953.Dopo la morte di Thorpe la famiglia si diede da fare per vedere restituite le medaglie. Venne anche in aiuto una petizione popolare negli Stati Uniti e una risoluzione del Senato americano che riaprirono la questione. Nel 1982 fu creata la Fondazione Jim Thorpe, allo scopo di ottenere la restituzione delle medaglie e dell'onore, e una risoluzione della commissione esteri del Congresso fu inoltrata al CIO. Il 13 ottobre l'esecutivo del CIO ridiede dignità olimpica ai successi di Thorpe e il 18 gennaio successivo a Los Angeles offrì medaglie commemorative a due figli di Thorpe, Bill e Gail.

Maratone triste

La maratona fu turbata da un grave incidente: disputata su un tracciato andata e ritorno, con il divieto assoluto di seguire gli atleti e di assisterli, in una giornata caldissima, 32 gradi all'ombra, costò probabilmente la vita al portoghese ventunenne Francisco Lazaro.

Le olimpiadi in rosa

Malgrado il dissenso di de Coubertin, a Stoccolma vi furono gare di nuoto femminile, uno sport che aveva aspetti quasi scandalosi per l'epoca a causa dei costumi da bagno che non erano ritenuti convenienti per le donne. A Stoccolma furono protagoniste le australiane di Sydney Sarah Durack e Wilhelmina Wylie. Ai Giochi la Durack ottenne il record del mondo dei 100 m in batteria, togliendolo all'inglese Daisy Curwen che arrivò seconda ma non disputò la finale perché ricoverata in ospedale per appendicite. In finale, Durack peggiorò di 2" il suo tempo della batteria, ma tenne a oltre 3" Wylie e a quasi 5" l'inglese Jennie Fletcher.

Medagliere

Testa a testa tra Stati Uniti e Svezia nel medagliere finale: i primi vinsero meno medaglie in totale (63 contro le 65 svedesi), ma ottennero un oro in più (25 contro 24). Sul podio delle nazioni più medagliate salì anche il Regno Unito. L'Italia si classificò all'undicesimo posto, guadagnando in totale 6 medaglie (di queste la metà furono d'oro).

Stoccolma 1912
Giochi della V Olimpiade

I tre ori dell'Italia

La rappresentativa italiana, arrivata a Stoccolma dopo un viaggio abbastanza avventuroso, tornò indietro con 3 medaglie d'oro: una se la aggiudicò, nel concorso generale individuale di ginnastica, Alberto Braglia, già vincitore nella precedente edizione dei Giochi, che ebbe una parte decisiva anche nella conquista del titolo a squadre da parte della nostra rappresentativa. Il terzo oro venne dalla scherma, grazie a Nedo Nadi che vinse il concorso di fioretto, primo alloro di un palmarès olimpico destinato a diventare leggendario nella successiva edizione dei Giochi.

Stoccolma 1912
Giochi della V Olimpiade

stoccolma 1912 Per avere una panoramica completa delle immagini della V olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.

Foto

Video
La sfilata degli atleti della rappresentativa svedese durante la cerimonia inaugurale.

Stoccolma 1912
Giochi della V Olimpiade

Alla gara di pentathlon moderno, inserita per la prima volta nel programma olimpico partecipò anche l'americano George Smith Patton, che divenne in seguito famoso come generale d'acciaio. Fu lui a guidare la 7ma Armata statunitense impegnata nello sbarco in Sicilia, avvenuto il 10 luglio 1943.

Alcune prove ebbero come tema inconsapevole la resistenza: la gara di ciclismo su strada fu 320 km, la più lunga gara di qualsiasi tipo nella storia delle Olimpiadi. Nella lotta greco-romana, la semifinale pesi medi tra il Russo Martin Klein e il finlandese Alfred Asikainen durò 11 ore.

Incidenti diplomatici segnarono le fasi di avvio dei Giochi. La Boemia, ammessa da de Coubertin come entità indipendente, gareggiò nelle due competizioni di tennis, poi gli austriaci se ne accorsero e pretesero che dalla parata inaugurale in poi sfilasse e gareggiasse sotto bandiera austriaca e che i suoi atleti fossero iscritti come "Austria-Cechia".