La storia delle Olimpiadi

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Helsinki 1952
Giochi della XV Olimpiade

A Helsinki, nel 1952, le Olimpiadi assunsero una dimensione veramente universale: da un lato vennero riammessi Germania e Giappone (esclusi a Londra 1948), dall'altro fece il suo ingresso nell'arena olimpica l'Unione Sovietica. E fu un ingresso in grande stile; i sovietici infatti, con 22 medaglie d'oro, occuparono la seconda posizione dietro gli Stati Uniti (40 ori) nella graduatoria ufficiosa per nazioni, e in determinate specialità, come ginnastica e atletica pesante, si dimostrarono quasi imbattibili. In complesso quella di Helsinki fu un'edizione memorabile dei Giochi: partecipazione record (4955 concorrenti, di cui 519 donne), ottimi impianti sportivi, clima fresco (ideale per lo svolgimento delle gare), un popolo, quello finlandese, di grande cultura sportiva. Eppure all'inizio non mancarono preoccupazioni di ordine politico, visto il momento di acuta crisi nei rapporti est-ovest, originato dalla guerra in Corea.

Preoccupazioni eccessive

Il Comitato organizzatore, forse per un eccesso di prudenza, costruì tre villaggi olimpici distinti: uno per gli atleti degli Stati Uniti e dei paesi loro alleati, un altro per i sovietici e per tutti gli europei dell'Est, e il terzo, secondo la tradizione, riservato alle donne. Tante precauzioni si dimostrarono inutili, perchè gli atleti dei due blocchi, ogni volta che si presentò loro un'occasione di incontro, ne approfittarono per fraternizzare.

La cerimonia inaugurale, bagnata dalla pioggia, fece registrare il trionfo del cinquantacinquenne Paavo Nurmi, ultimo tedoforo della staffetta olimpica; al suo ingresso nello stadio gli spettatori e gli atleti, già incolonnati per la sfilata, lo salutarono con un calore straordinario, segno che nessuno lo aveva dimenticato.

Helsinki 1952
Giochi della XV Olimpiade

La leggendaria impresa di Zatopek

E fu proprio un fondista l'eroe dei Giochi di Helsinki. Emil Zatopek era ormai un campione affermato, ma il suo stato di forma rappresentava un'incognita, dopo una malattia che lo aveva afflitto in primavera. E invece realizzò un'impresa mai riuscita a nessuno prima di lui: vincere i 5000 m, i 10000 m e la maratona. Delle tre prove, l'unica in cui incontrò qualche resistenza da parte degli avversari fu quella dei 5000 m piani, vinta davanti all'algerino di cittadinanza francese Mimoun che era stato il campione di Londra 1948, e al belga Reiff, che diede battaglia cercando di imporre un ritmo forsennato.

Disputati i 5000 m, Zatopek rimase sul campo sino alla conclusione del concorso del giavellotto, che laureò campionessa olimpica la moglie Dana Zatopkova. Il bacio fra i due sposi d'oro fu uno degli episodi più celebri delle Olimpiadi. Assolutamente schiacciante la superiorità di cui Zatopek diede prova nei 10000 m (secondo ancora Mimoun) e nella maratona, che disputava per la prima volta; l'argentino Gorno, medaglia d'argento, giunse al traguardo con un distacco di quasi tre minuti.

I grandi dell'atletica

Oltre a Zatopek, l'atletica presentò a Helsinki altri grandi personaggi, tra i quali tre statunitensi: Bob Mathias, che nel decathlon confermò la vittoria ottenuta quattro anni prima a Londra; Harrison Dillard, primo nei 110 m ostacoli, sua specialità preferita, dopo che a Londra aveva dovuto ripiegare sui 100 m piani, conquistando ugualmente la medaglia d'oro; Parry O'Brien, dominatore nel lancio del peso e inventore della tecnica di lancio "dorsale", consistente, in estrema sintesi, nel cominciare la rotazione con la schiena rivolta al campo di lancio. Prima di allora i lanciatori erano sempre partiti di fianco rispetto alla direzione in cui l'attrezzo doveva essere lanciato, sviluppando così un'azione meno efficace dal punto di vista dinamico.

Si impose all'attenzione del pubblico anche il ciarliero brasiliano Adhemar Ferreira da Silva, capace, nel salto triplo, di conquistare la medaglia d'oro e migliorare il primato del mondo che già gli apparteneva. Per tutti gli anni Cinquanta Ferreira da Silva non avrebbe trovato avversari, vincendo anche a Melbourne nel 1956.

Ritenuto il vero eroe dei Giochi di Helsinki del 1952, il fondista cecoslovacco Emil Zatopek, con la triplice vittoria nei 5.000, nei 10.000 e nella maratona, realizzò un'impresa che rimane insuperata.

Nuoto e ginnastica

Grandi progressi cronometrici si registrarono nel nuoto, che vide il predominio degli Stati Uniti in campo maschile e dell'Ungheria in quello femminile. L'ungherese Szekely dominò i 200 m rana mettendo in mostra uno stile rivoluzionario, che sarebbe stato codificato con il nome di farfalla, specialità inserita nel programma olimpico già a Melbourne.

Nella ginnastica si mise in particolare evidenza il russo Viktor Cukarin, l'atleta più premiato di Helsinki, con 4 ori e 2 argenti.

Il pugilato

Due futuri campioni del mondo dei massimi (tra i professionisti) parteciparono con esiti diversi al torneo di pugilato: l'americano Floyd Patterson conquistò l'oro nei pesi medi, lo svedese Ingemar Johansson conobbe l'onta di una squalifica per "scarsa combattività" nella finale dei massimi contro l'americano Sanders; gli restò una medaglia d'argento guadagnata con poco onore, tra i fischi del pubblico. L'ungherese Lazlo Papp, vincitore nei medi a Londra, conquistò la medaglia d'oro nella nuova categoria dei superwelter; avrebbe concesso il bis quattro anni più tardi, a Melbourne.

Le olimpiadi in rosa

In campo femminile da rimarcare soprattutto il tramonto dell'eroina di Londra 1948, Fanny Blankers-Koen, bloccata da un improvviso dolore nella finale degli 80 metri (peraltro raggiunta con difficoltà).

Mariya Gorokhovskaya - russa di origine ucraina - e la connazionale Nina Bocharova furono le vincitrici delle medaglie d'oro e d'argento nel concorso individuale assoluto della ginnastica femminile, che a Helsinki si disputava per la prima volta. Unica loro avversaria l'ungherese Margit Korondi.

Medagliere

Nonostante le ottime prove offerte dagli atleti sovietici, all'esordio in una competizione olimpica, l'URSS non riuscì ad ottenere il primo posto nel medagliere finale, che rimase ad appannaggio degli USA: 76 le medaglie vinte dagli americani (40 d'oro) contro le 71 (di cui 22 d'oro) della compagine sovietica. Terzo posto per l'Ungheria che vinse 42 medaglie. L'Italia, con un bottino di 21 medaglie, chiuse al quinto posto.

Helsinki 1952
Giochi della XV Olimpiade

Edoardo Mangiarotti, il re della scherma

Con 8 medaglie d'oro, 9 d'argento e 3 di bronzo l'Italia si confermò su posizioni medio-alte nella classifica per nazioni, raggiungendo un quinto posto, come a Londra. Il contributo più rilevante lo fornì la scherma, dove brillò in modo particolare Edoardo Mangiarotti, oro nella spada individuale (davanti al fratello Dario) e a squadre.

Edoardo Mangiarotti aveva debuttato già nel 1936 a Berlino e sarebbe stato ancora presente a Roma nel 1960. Il bilancio delle sue cinque partecipazioni olimpiche si commenta da solo: 6 medaglie d'oro, 5 d'argento e 2 di bronzo.

Le olimpiadi in rosa

Irene Camber divenne la prima donna italiana a conquistare l'oro in una competizione di scherma, il fioretto. Favorita era l'ungherese Ilona Elek, che aveva vinto il suo primo titolo nel 1936 a Berlino e si era ripetuta a Londra 1948. Ma a 45 anni, nulla potè contro la freschezza e la classe dell'italiana. Memorabile e sofferto il successo della Camber: era ormai passata la mezzanotte quando, con un colpo coraggioso quanto estemporaneo, sconfisse nello spareggio la fortissima ungherese.

Un calcio deludente

Due medaglie d'oro vennero dal ciclismo (nella velocità con Enzo Sacchi e nell'inseguimento a squadre), una dal pugilato (Aureliano Bolognesi nei pesi leggeri) e dalla vela (Straulino e Rode nella classe star).

Nessuna gloria invece per l'Italia del calcio, che incassò 3 goal dalla grande Ungheria di Puskas, Hidegkuti, Kocsis e Czibor, poi vincitrice del torneo olimpico.

Un campione senza unghie

La vittoria nell'atletica, sempre avara di soddisfazioni per i colori Azzurri, ebbe qualcosa di straordinario; il piacentino Giuseppe Dordoni, che si impose nella 50 km di marcia, oltre a mettere in mostra uno stile di gara molto pulito, diede anche prova di un notevole stoicismo; pochi giorni prima, a causa di un'infezione, gli erano state strappate le unghie degli alluci, e ciò gli procurò forti dolori ai piedi.

Le olimpiadi di Bud Spencer

Nel nuoto Carlo Pedersoli, pur essendo il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero, si fermò alle semifinali; l'impresa non meriterebbe di essere menzionata, se il nuotatore napoletano non fosse poi diventato famoso nel cinema con il nome di Bud Spencer.

Helsinki 1952
Giochi della XV Olimpiade

helsinki 1952 Per avere una panoramica completa delle immagini della XV olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.
L'atleta italiano Giuseppe Dordoni conquista la medaglia d'oro nei 50 km di marcia.

Helsinki 1952
Giochi della XV Olimpiade

I Giochi finlandesi videro per la prima volta la partecipazione di Israele e Unione sovietica a una competizione olimpica. Oltre a questi due paesi gareggiarono per la prima volta anche Bahamas, Antille olandesi, Ghana, Guatemala, Hong Kong, Indonesia, Nigeria, Saarland (per il Land tedesco fu anche l'ultima), Thailandia, e Vietnam.

Nel 1951, in occasione di una sessione a Vienna, l'URSS chiese formalmente l'ammissione al CIO e, subito dopo averla ottenuta, Stalin stesso pretese che il russo diventasse lingua ufficiale del CIO. La richiesta fu ovviamente ignorata.

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