La storia delle Olimpiadi

Pechino 2008
Giochi della XXIX Olimpiade

L'assegnazione dei Giochi olimpici alla Cina fu accompagnata da non poche polemiche. Le più importanti riguardarono i diritti umani, il rifiuto dei cinesi a considerare l'indipendenza del Tibet e pure l'"indulgenza" con cui le autorità di Pechino consideravano la situazione in Darfur, paese teatro di un feroce conflitto e nel quale i cinesi conducevano profittevoli affari.

Per questi motivi il viaggio della fiamma olimpica fu piuttosto tormentato: la torcia venne protetta durante tutto il cammino e non furono rari i casi di aggressione ai tedofori. Come se tutto ciò non bastasse, a rendere ancor più difficile la situazione c'era la preoccupazione per la qualità dell'aria di Pechino, città notoriamente soffocata da una nebulosa cappa di smog, condizione questa che non poco impensieriva gli atleti impegnati sulla distanza, come ciclisti e marciatori

Censura media e spettacolo

Alle difficoltà citate, andavano aggiunte quelle sollevate dai media, preoccupati dalla censura imposta dal governo cinese e scontenti per le limitazioni imposte, come il divieto di fare riprese da piazza Tienanmen, teatro di proteste studentesche nel 1989.

In questo clima di insoddisfazione generale, l'8 agosto 2008 a partire dalle ore 20:08 del fuso orario cinese (scelta non casuale in quanto derivante dalla superstizione di molti Cinesi secondo i quali il numero otto è un numero fortunato) si aprirono i XXIX Giochi olimpici estivi, con una cerimonia che venne definita la più sfarzosa della storia dei Giochi olimpici dalla quasi unanimità dei 10.942 atleti (4.637 donne, 6.305 uomini) scesi sul terreno dello stadio olimpico per la sfilata inaugurale.

Novità sul podio

I Giochi cinesi fecero registrare un record di 204 comitati olimpici nazionali partecipanti. Tagikistan, Afghanistan, Mauritius e Togo ebbero l'onore di salire su un podio olimpico per la prima volta. Meglio fecero Mongolia, Bahrain e Panama i cui atleti guadagnarono il primo oro olimpico della storia sportiva del loro paese.

Pechino 2008
Giochi della XXIX Olimpiade

Lo squalo Michael Phelps

Protagonista assoluto dei Giochi cinesi fu il nuotatore americano Michael Phelps, non a caso definito "lo squalo". Phelps riuscì nell'impresa, unica nella storia dei Giochi, di conquistare per ben 8 volte l'oro, superando così il record precedentemente detenuto da Mark Spitz (nuoto, 7 ori a Monaco '72). E ancora, sommando gli 8 ori cinesi con i 6 conquistati ad Atene 2004, Phelps superò nella classifica degli atleti più medagliati campioni leggendari come il già citato Spitz, Carl Lewis (atletica), la ginnasta sovietica Larisa Latynina e il fondista finlandese Paavo Nurmi, tutti "fermi" a quota 9 medaglie d'oro. L'eccezionalità dell'impresa di Phelps fu sottolineata anche dal fatto di aver abbattuto in 7 arrivi su 8 il record mondiale di specialità.

Il fulmine Usain Bolt

Altro grande protagonista dei Giochi fu il giamaicano Usain Bolt, soprannominato "il fulmine" per le eccezionali doti velocistiche. Bolt a Pechino non solo vinse tre medaglie d'oro, nei 100 m, nei 200 m e nella 4x100, ma in tutti e tre i casi abbatté i precedenti record olimpici e mondiali. Da leggenda il suo arrivo nella gara dei 100 m: negli ultimi 30 m infatti, il giamaicano rallentò vistosamente la sua corsa per lasciarsi andare all'esultanza dell'imminente successo e tagliò il traguardo con una scarpa slacciata.

Atletica... pesante

Le gare di atletica furono dominate dalle fulminanti, è il caso di dirlo, prestazioni del giamaicano Bolt, nei 100 e 200 m e nella 4x100 maschile. Ma nel corso delle gare si distinsero anche altri atleti e vennero infranti numerosi record, non solo olimpici ma anche mondiali. È il caso dell'etiope Kenenisa Bekele, vincitore nei 5000 e nei 10000 m maschili, specialità nella quale venne abbattuto il precedente record olimpico.

A deludere ai Giochi di Pechino furono certamente gli atleti americani, incapaci di fare come in passato, il pieno di medaglie in quella che è considerata a tutti gli effetti la disciplina regina dei giochi.

Gli sport a squadre

Gli atleti americani si rifecero parzialmente nelle competizioni a squadre, vincendo sia in campo maschile che femminile, l'oro nella pallacanestro, regolando, nell'ordine, Spagna e Australia. Parlò americano anche la sorprendente medaglia d'oro del calcio femminile: 1-0 il risultato della finale contro le più quotate (e rinomate) atlete brasiliane. Il calcio maschile vide invece la vittoria dell'Argentina sulla compagine nigeriana. Nell'hockey vinsero la Germania (uomini) e la sorprendente Olanda (donne) rispettivamente su Spagna e Cina. Finale incrociata con esiti diversi tra USA e Brasile nella pallavolo: in campo maschile ebbero la meglio gli americani, in quello femminile furono le brasiliane a conquistare l'oro.

Le olimpiadi in rosa

Nell'atletica femminile, come in quella maschile, il gradino più alto del podio dei 100 e dei 200 m parlò giamaicano: i 100 m furono vinti da Shelly-Ann Fraser (anche il secondo posto a pari merito andò ad atlete giamaicane), i 200 da Veronica Campbell-Brown. Nelle gare di mezzofondo dominio etiope: Tirunesh Dibaba, vinse i 5000 e i 10000 m femminili, riuscendo a segnare anche un nuovo record olimpico sulla distanza più lunga.

La russa Yelena Isinbayeva si confermò signora dell'asta: campionessa olimpica in carica e iridata sia nel 2005 che nel 2007, ai Giochi di Pechino vinse una gara a senso unico stabilendo un nuovo record del mondo, il suo ventiquattresimo (5.05 m).

Nella sciabola femminile ci fu una schiacciante tripletta americana nella prova individuale. L'oro andò a Mariel Zagunis, capace di ripetersi dopo la vittoria del 2004, con l'argento a Sada Jacobson e il bronzo a Becca Ward. Nel torneo a squadre però le statunitensi si fermarono alle soglie della finale battute dall'Ucraina, poi vincitrice dell'oro.

Nel tennis podio tutto russo in singolare (Dementieva oro, Safina argento, Zvonareva bronzo), mentre in doppio hanno rivinto le sorelle Venus e Serena Williams: era già accaduto a Sidney.

Medagliere

Gli atleti cinesi si distinsero particolarmente nelle Olimpiadi di casa consentendo così al proprio Paese di guadagnare il maggior numero di medaglie d'oro, 51, alle quali vanno sommate anche le 21 d'argento e le 28 di bronzo, per un totale di 100 medaglie olimpiche in qualche caso, va detto, ottenute con discutibili giudizi arbitrali. Gli atleti che però hanno vinto più medaglie in assoluto furono gli statunitensi: 110 medaglie di cui 36 ori, altrettanti bronzi e 38 argenti. Al terzo posto si classificò la compagine russa con 72 medaglie conquistate (23 ori, 21 argenti e 28 bronzi). Positivo anche il risultato della spedizione azzurra, che conquistò la nona posizione nel medagliere assoluto: 8 ori, 9 argenti e 10 bronzi per un totale di 27 titoli.

Giochi paraolimpici

I Giochi Paralimpici di Pechino videro la partecipazione di oltre 4.200 atleti provenienti da 148 Comitati Paralimpici Nazionali. La Cina dominò nel modo più assoluto le gare conquistando ben 211 medaglie (di cui 89 d'oro), doppiando ampiamente gli inglesi (secondi con 102 medaglie) e gli americani (terzi con 99). Il protagonista più atteso fu indubbiamente il sudafricano Oscar Pistorius, che non deluse le attese vincendo 100, 200 e 400 metri.

L'Italia chiuse al 28° posto nel medagliere finale posto totalizzando un bottino finale di 18 medaglie: 4 d'oro, 7 d'argento e 7 di bronzo. Un terzo delle medaglie della spedizione azzurra arrivarono dal ciclismo. Gli altri due ori giunsero dal canottaggio nel quattro con misto e dal nuoto grazie alla vittoria di Maria Poiani Panigati nei 50 metri stile libero.

Pechino 2008
Giochi della XXIX Olimpiade

Come da tradizione, le soddisfazioni più grandi per gli azzurri arrivarono dalla scherma. Ben 6 delle 27 medaglie furono vinte in questa disciplina. A conquistarle furono Matteo Tagliarol (1 oro e 1 bronzo), l'intramontabile Valentina Vezzali (1 oro e un bronzo anche per lei) e Margherita Granbassi (2 bronzi).

Gli altri ori arrivarono dal tiro a volo (Chiara Cainero), dal judo (Giulia Quintavalle), dalla boxe grazie a Roberto Cammarelle che conquistò anche un bronzo e dalla lotta (Andrea Minguzzi).

Alex Schwazer infine vinse l'oro nella 50 km di marcia. L'azzurro nell'occasione stabilì anche il nuovo record olimpico. Degna di menzione anche la conquista dell'argento della canoista Josefa Idem, alla sua quarta medaglia olimpica vinta indossando i colori dell'Italia

Gioie e delusioni per Federica Pellegrini

Dopo l'argento di Atene e gli incredibili miglioramenti mostrati nel periodo di avvicinamento ai Giochi di Pechino, ci si aspettava molto da Federica Pellegrini, arrivata in Cina come grande favorita nei 200 e 400 stile libero. Scesa in vasca con in tasca il record del mondo dei 400, la Pellegrini iniziò nel migliore dei modi la sua avventura ai Giochi superando in batteria il record olimpico ed entrando in finale con il miglior tempo. Qui però l'azzurra subì una cocente delusione, giungendo solo quinta. Il riscatto della Pellegrini fu immediato, con il record del mondo nelle batterie dei 200 stile ottenuto nello stesso giorno della finale dei 400, poi ritoccato nella finale in cui l'azzurra centrò finalmente l'oro, diventando così la prima nuotatrice italiana a vincere un oro alle Olimpiadi.

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L'esultanza di Valentina Vezzali. Ai Giochi cinesi l'atleta italiana ha conquistato il quinto oro olimpico della sua straordinaria carriera.

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Tra gli atleti, va segnalata come curiosità la differenza di età, oltre 50 anni, tra il più anziano, il cavaliere equestre giapponese Hiroshi Hoketsu di 67 anni, e il più giovane, la nuotatrice camerunense Antonietta Joyce Guedia Mouafo, di soli 13 anni. Durante la cerimonia di apertura incantò tutti la voce angelica di una bambina che però, a causa dei denti storti, fu nascosta dietro le quinte per essere sostituita da una bambina in playback più carina.

All'età di 61 anni il cavaliere canadese Ian Millar, alla sua nona partecipazione ai Giochi olimpici, vinse la sua prima medaglia, un argento nel salto a ostacoli a squadre.

L'Italia del calcio non andò bene, fu eliminata ai quarti dal modesto Belgio. Rimase come consolazione il titolo di capocannoniere, andato a Giuseppe "pepito" Rossi, che realizzò 4 gol.

Vittoria al fotofinish nei 100 farfalla per Phelps: l'americano arrivò con un solo centesimo di vantaggio sul serbo Milorad Cavic, in un finale incredibilmente concitato che portò una scia di aspre polemiche. Sembrato nettamente secondo nel tocco, Phelps fu invece accreditato di un tempo migliore di Cavic (50.58 contro 50.59) perché il serbo, pur arrivando per primo a toccare la piastra, non lo fece con la pressione necessaria in grado di attivare i sensori.