La storia delle Olimpiadi

Sochi 2014
Giochi della XXII Olimpiade invernale

Per la prima edizione delle Olimpiadi in Russia, se si escludono i Giochi di Mosca 1980 quando la geografia europea aveva ben diversi confini, i padroni di casa hanno fatto le cose in grande. La costruzione degli impianti e del relativo villaggio olimpico di Sochi è costato, infatti, piú di 50 miliardi di dollari, con risultati davvero sorprendenti in termini di bellezza, efficienza e capacità degli impianti sportivi.

A sfidarsi nella XXII edizione dei Giochi olimpici invernali sono stati 2860 atleti (1770 uomini e 1090 donne) in rappresentanza di 88 comitati olimpici. 15 sono state le discipline sportive per un totale di 98 gare disputatesi tra il 7 e il 23 febbraio 2014.

Ai Giochi i russi hanno fatto il loro esordio quattro nuove specialità: nello snowboard, nello slalom parallelo maschile e femminile e nello slopestyle maschile e femminile. Nel biathlon è stata introdotta la staffetta mista, mentre nel freestyle hanno debuttato halfpipe e slopestyle con gli sci, entrambi sia maschili sia femminili. Inoltre sono entrati nel programma olimpico il salto con gli sci femminile, il pattinaggio di figura a squadre e lo slittino a squadre.

Come in altre edizione passate, anche la vigilia dei Giochi di Sochi non è stata serena. A incombere sul clima festoso è stata la minaccia di attacchi terroristici di matrice islamico-cecena, minacce che hanno fatto erigere un imponente cordone di sicurezza esteso per oltre 100 km intorno alla cittadina olimpica. Oltre al pericolo degli estremisti, i Giochi si sono dovuti confrontare con alcune leggi omofobe promulgate poco prima dell'inizio degli stessi e che hanno sollevato l'indignazione di buona parte dell'opinione pubblica mondiale e anche di molti atleti. Infine, a competizioni iniziate, è scoppiato il caso Ucraina: la protesta popolare è stata soffocata con la forza dal governo filo-russo. Le violenze e le morti conseguenti hanno indotto piú di un atleta ucraino ad abbandonare le Olimpiadi per fare ritorno in patria.

Sochi 2014
Giochi della XXII Olimpiade invernale

Con 4 medaglie vinte, di cui ben tre d'oro e una di bronzo, l'atleta piú premiato alle Olimpiadi di Sochi è stato An Viktor, pattinatore di short track sudcoreano, ma naturalizzato russo, che ha portato cosí a 8 il bottino di medaglie olimpiche personali, diventando l'atleta piú premiato di sempre nella specialità.
Dietro il russo si sono classificati a pari merito la fondista norvegese Marit Bjørgen, che vincendo 3 ori ha portato a quota 10 medaglie il suo già ricco palmares olimpico ed è diventata l'atleta donna piú vincente di sempre ai Giochi invernali, e la bielorussa Darya Domracheva, campionessa di biathlon, che ha conquistato i titoli nell'inseguimento, nell'individuale e nella partenza in linea.
Il norvegese Ole Einar Bjørndalen con le due medaglie d'oro conquistate nel biathlon ha raggiunto quota 13 (8 ori, 4 argenti e 1 bronzo) e ha conquistato il primo posto nella classifica degli atleti piú medagliati delle Olimpiadi invernali, superando di un bronzo il connazionale Bjorn Daehlie (sci di fondo).

Bob o fuoriserie?

Le Olimpiadi russe hanno visto l'ingresso dell'alta tecnologia automobilistica applicata ai mezzi di gara. In particolare i bob utilizzati dai team di Usa e Italia sono stati progettati in collaborazione con importanti marchi come BMW nel caso degli americani e, quasi scontato, Ferrari nel caso degli Azzurri.

Medaglia... d'amore

Singolare il caso di Vic Wild un atleta americano che non potendo gareggiare per gli USA in coppa del mondo, ha deciso di diventare russo. Per farlo ha sposato l'atleta russa Alena Zavarzina e insieme sono andati sul podio alle olimpiadi di Sochi nello snowboard slalom gigante. Lui 2 medaglie d'oro, lei 1 di bronzo.
Ai Giochi di Sochi sono risultati vincitori parecchi atleti che hanno superato gli "anta", segno che la costanza e la professionalità degli allenamenti, la volontà e la determinazione aiutano a superare i fisiologici limiti anagrafici. Gli ultra quarantenni premiati sono risultati Noriaki Kasai, che ha regalato al Giappone la prima medaglia olimpica nel salto con gli sci del XXI secolo, poiché gli ultimi podi a Cinque cerchi del Sol Levante risalivano addirittura a Nagano 1998, Ole Einar Bjørndalen, fondista norvegese, Albert Demtchenko, slittinista russo, e l'italiano Armin Zöggeler.

L'hockey parla canadese

Nell'hockey, la competizione a squadre piú attesa e piú spettacolare dei giochi, il team canadese ha vinto con entrambe le compagini, quella maschile e quella femminile. Gli uomini hanno battuto in finale la Svezia con un perentorio 3-0. Le donne, invece, hanno faticato un po' di piú contro il team USA: 3-2 il risultato finale che ha consentito alle canadesi di guadagnare il primo posto sul podio.

Paralimpiadi

L'XI edizione dei Giochi paralimpici invernali si è svolta a Sochi dal 7 al 16 marzo 2014. 585 gli atleti in gara in rappresentanza di 44 comitati olimpici. Sei gli sport che hanno composto il programma paralimpico: sci nordico, biathlon, snowboard, curling in carrozzina, ice sledge hochey e sci alpino. A Sochi ha debuttato una nuova specialità, lo snowboard paralimpico, inserito nel programma dello sci alpino.

La vittoria nel medagliere finale è andata alla nazione di casa che ha conquistato 33 medaglie (13 ori, 11 argenti e 9 bronzi). Al secondo posto la Norvegia con 26 titoli, di cui 11 ori, e gradino più basso del podio per il Canada con 25 allori.
Davvero una brutta edizione per il team azzurro rientrato dalla Russia senza aver conquistato nemmeno una medaglia, cosa che non accadeva dal 1980, quando l'Italia schierò per la prima volta una propria delegazione ai Giochi invernali.

Gli atleti più forti sono risultati il russo Roman Petushkov, un veterano delle paralimpiadi, e due giovanissime donne. Il russo ha conquistato 6 medaglie d'oro, 3 nello sci nordico e altrettante nello sci alpino. Dietro di lui si sono classificate la ventunenne tedesca Anna Schaffelhuber, vincitrice di 5 ori nello sci alpino e la ventenne francese Marie Bochet che, nel medesimo sport, ha conquistato 4 titoli d'oro.

Medagliere

Il maggior numero di medaglie conquistate e relativo primo posto nel medagliere finale è andato alla squadra russa che, sfruttando il fattore campo e con qualche innegabile "aiutino" arbitrale, ha raccolto la bellezza di 33 medaglie, 13 delle quali d'oro (11 argenti e 9 bronzi). Secondo e terzo posto decisi per una... incollatura. A spuntarla è stata la Norvegia, vincitrice di 26 titoli, 11 dei quali d'oro, sul Canada che ha guadagnato "solo" 25 medaglie, di cui 10 ori.
Luci e ombre sulla spedizione azzurra che è rientrata da Sochi con 8 medaglie, 3 in piú rispetto a Vancouver 2010, ma senza ori, cosa che non accadeva dall'edizione 1980 dei Giochi invernali.

Sochi 2014
Giochi della XXII Olimpiade invernale

Luci e ombre sulla spedizione azzurra a Sochi. Gli atleti italiani sono rientrati dai Giochi russi con in tasca 8 titoli (2 argenti e 6 bronzi), quindi 3 in piú rispetto all'olimpiade canadese di Vancouver, ma nessuna medaglia d'oro, fatto che non accadeva dal 1980, quando i Giochi si sono svolti a Lake Placid.
Inoltre, sempre in tema di ombre, tra gli atleti trovati positivi al doping c'è stato un italiano, il bobbista William Frullani, colpevole di aver assunto un integratore contenente sostanze vietate. Un peccato di ingenuità e superficialità, piú che un tentativo vero e proprio di frode, ma sufficiente a gettare un alone di discredito sulla delegazione italiana.
Tra le luci va certamente ricordato che il team azzurro schierato a Sochi è stato uno dei piú giovani di sempre e che gli atleti italiani si sono classificati - in ben 8 occasioni - quarti con conseguente, anche se inutile, conquista della medaglia di legno, segno di un livello comunque accettabile se non buono di competitività.

La sorpresa Arianna Fontana

L'atleta che piú ha contribuito alla causa azzurra è stata Arianna Fontana, pattinatrice di short track, che dopo le medaglie di bronzo di Torino 2006 e Vancouver 2010, a Sochi ha conquistato tre allori, l'argento nella prova individuale dei 500 m, e due bronzi nella prova individuale dei 1500 m e nella staffetta a squadre. In virtú di queste vittorie, è stata scelta come portabandiera nella cerimonia di chiusura.
Il secondo argento degli azzurri è arrivato da Christof Innerhofer, giunto secondo nella discesa libera. L'altoatesino ha contribuito a incrementare il medagliere italiano, guadagnando anche il bronzo nella supercombinata.

Zöggeler nella leggenda, Kostner nella storia

Chi è entrato definitivamente nella leggenda delle Olimpiadi italiane è stato Armin Zöggeler che nella sua specialità, lo slittino singolo, ha conquistato la medaglia di bronzo, diventando l'unico atleta nella storia delle Olimpiadi ad aver preso almeno una medaglia in sei edizioni consecutive: bronzo a Sochi 2014, Vancouver 2010 e Lillehammer 1994, medaglia d'argento a Nagano 1998 e due medaglie d'oro a Salt Lake City 2002 e Torino 2006.
Accanto a lui ben figura Carolina Kostner, pattinatrice artistica, che è riuscita finalmente a colmare l'unico buco presente nel suo ricchissimo palmares sportivo, quello della medaglia olimpica. Vincendo il bronzo, la Kostner è diventata la prima pattinatrice italiana nella storia a vincere una medaglia olimpica nella specialità del pattinaggio di figura singolo.
L'ottavo alloro, sempre un bronzo, è giunto dalla staffetta mista del biathlon femminile.

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sochi 2014 Per avere una panoramica completa delle immagini della XXII olimpiade invernale vai alla pagina ufficiale del CIO.

Foto

Video
Arianna Fontana in un momento della gara dei 500 m di short track dove l'azzurra ha vinto la medaglia d'argento.

Sochi 2014
Giochi della XXII Olimpiade invernale

Ai Giochi di Sochi si sono schierati 88 comitati olimpici, tra questi per la prima volta quelli di Dominica, Malta, Paraguay, Timor Est, Togo, Tonga e Zimbabwe.

Torcia e medaglie spaziali

Come da tradizione, la fiamma olimpica ha compiuto un lungo viaggio prima di arrivare alla cerimonia di apertura, toccando per la prima volta il Polo Nord e andando addirittura nello spazio tramite il veicolo spaziale Sojuz nel corso della missione Sojuz TMA-11.

Le medaglie d'oro assegnate nella giornata di sabato 15 febbraio 2014 contenevano un frammento del meteorite che esattamente un anno prima (15 febbraio 2013) si era violentemente abbattuto in una regione a sud degli Urali, causando il ferimento di migliaia di persone.

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