La storia delle Olimpiadi

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Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale

Calgary, il cui nome in lingua indiana vuol dire 'acqua che scorre', capoluogo dell'Alberta, ospitò i Giochi invernali nel 1988. Quelli canadesi furono giochi contraddistinti da una grande partecipazione popolare, e questo nonostante il fatto il paese ospitante non abbia vinto neanche una medaglia d'oro, così come accadde ai Giochi estivi di Montreal 1976. Le incursioni del vento locale, il cheenox (nome indiano), che portava abitualmente polvere e terriccio sulla città, trasformarono le piste del bob e dello slittino in sentieri di sabbia, con rinvio e cancellazione di molte prove. Le installazioni coperte furono inappuntabili e molto affollate.

La cerimonia inaugurale fu un po' in stile 'far west' e raccontò le fresche radici della città di Calgary. Vi fu inoltre un duplice primato speciale: quello del più vecchio portatore di fiaccola, un ultracentenario, e quello della più giovane tedofora per l'ultimo tratto, una pattinatrice dodicenne.

Ai Giochi canadesi giunsero ben 1423 atleti (di cui 300 donne) in rappresentanza di 57 nazioni. Nonostante la rigidità del clima avesse reso necessaria la posticipazione di ben sei eventi, il pubblico pagante arrivò a un milione e mezzo di persone.

Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale

Lo spettacolo del pattinaggio

Uno dei momenti più memorabili fu la seconda vittoria consecutiva di Katarina Witt (Germania Est) nel pattinaggio artistico: tale impresa era riuscita solo nel 1930 all'atleta norvegese Sonja Heine. La tedesca inoltre avrebbe conquistato, dopo tre sole settimane, il suo quarto titolo mondiale.

Vittoria americana nell'artistico maschile: il pattinatore Boitano divenne campione dopo un serratissimo duello con il canadese Orser, battuto di misura. Nessuna sorpresa nell'artistico a coppie e nella danza su ghiaccio, dove prevalse l'Urss. Nel pattinaggio veloce femminile si consacrò regina l'olandese Yvonne van Gennip con 3 ori (1500, 3000 e 5000 m) e 2 nuovi record mondiali; in quello maschile dominarono invece alla pari Svezia e Germania Est, con 2 medaglie d'oro a testa.

Svizzera e Austria nello sci

Pirmin Zurbriggen, lo svizzero campione del mondo, salì sul gradino più alto del podio nella gara di discesa libera, ma non riuscì a ripetere l'impresa nella combinata che vide ai primi due posti gli austriaci Strolz e Gstrein e al terzo il compatriota Accola. Nel super G vinse il francese Piccard.

Il fondo all'URSS, il trampolino a Nykänen

L'Urss, battuta per soli 13" nella 10 km dalla Svezia, si rifece con i trionfi di Deviatirov (10 km) e di Prokurorov (30 km) nel fondo maschile, e di Ventsene (10 km), Tikhonova (20 km) e della 5 km nel fondo femminile: alla fine dei conti i sovietici si aggiudicarono 8 delle 12 medaglie in palio nelle gare di fondo.

Nel salto dal trampolino grande prestazione del finlandese Nykänen, che divenne il primo atleta a laurearsi campione in tre prove della stessa Olimpiade (salto dai 90 m, salto dai 70 m e salto a squadre). I giudici, temendo per la sua incolumità, cercarono invece di dissuadere il giovane inglese Eddie Edwards a non saltare, ma l'atleta gareggiò lo stesso e arrivò ultimo su 58 partecipanti; nonostante questo rimase nel ricordo, grazie alla sua caparbietà, come una specie di eroe nazionale

Ancora URSS nell'hockey

Il tedesco dell'est Rötsch conquistò ambedue le gare di biathlon, mentre la staffetta vide un'altra vittoria dell'Urss. Ancora medaglie d'oro per la Germania Est, che vinse tutte e tre le corse di slittino. Per quanto riguarda l'hockey su ghiaccio, ennesimo successo dell'Unione Sovietica giunta al suo settimo trofeo olimpico (mancò l'oro solo nel 1960 e nel 1980).

Medagliere

Dominio sovietico nel medagliere finale: i russi conclusero i Giochi con un bottino di 29 medaglie, 11 delle quali d'oro. Al secondo posto la Germania Orientale con 25 titoli, 9 dei quali d'oro. Sorpresa sull'ultimo gradino del podio, dove salì la Svizzera che vinse 15 medaglie equamente divise tra oro, argento e bronzo. Discreta la partecipazione degli Azzurri che rientrarono dal Canada con 5 allori, 2 d'oro, 1 d'argento e 2 di bronzo.

Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale

A Calgary emerse la stella di Alberto Tomba, carabiniere bolognese, che prima di arrivare ai Giochi aveva riportato in tre mesi sette vittorie consecutive negli slalom di Coppa del Mondo, dopo che nella stagione precedente aveva appena fatto in tempo a segnalarsi con un bronzo mondiale. Tomba vinse i due slalom, come Stenmark a Lake Placid 1980, e si diede un certo daffare per alimentare le cronache con le sue gesta e la sua simpatia.

Tomba vinse le sue due gare meritatamente, dominando lo slalom gigante ed effettuando nello slalom speciale un'appassionante rimonta nella seconda manche contro avversari che sembrarono patirlo anche psicologicamente.

Le altre medaglie degli Azzurri arrivarono da Maurilio de Zolt, secondo nella 50 km, e dal biathlon che vide gli italiani arrivare terzi sia nella prova a squadre che nell'individuale 20 km grazie a Johann Passler.

Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale

calgary 1988 Per avere una panoramica completa delle immagini della XV olimpiade invernale vai alla pagina ufficiale del CIO.
Alberto Tomba, astro nascente dello sci internazionale, conosce nel 1988 ai Giochi olimpici invernali di Calgary la sua definitiva consacrazione vincendo di prepotenza lo slalom gigante e ripetendosi, sia pure con un po' di batticuore, nello speciale. È nato "Tomba la bomba".

Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale

Stranezze dello sport: a richiamare una grande partecipazione di pubblico non furono solo i campioni celebrati ma anche gli... ultimi predestinati. È il caso del saltatore inglese Eddy Edwards, detto the Eagle, "l'Aquila". Edwards era un non vincente, finiva sempre ultimissimo, ma a Calgary la gente andò a vedere la gara anche per lui: 80.000 spettatori per applaudirlo, aspettando che cadesse.

Il finlandese Matti Nykänen vinse in Canada 3 medaglie d'oro.Ma vinse soprattutto una gara contro se stesso: Nykänen riuscì ad emergere dal tunnel dell'alcolismo. Grande saltatore, si disse ovviamente che senza quei problemi chissà dove sarebbe arrivato. Ma lui precisò che senza l'alcol forse non avrebbe mai trovato la voglia e il coraggio di buttarsi giù dalla cima del trampolino.

Calgary 1988
Giochi della XV Olimpiade invernale