La storia delle Olimpiadi

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Atene 2004
Giochi della XXVIII Olimpiade

Il 13 agosto 2004 le Olimpiadi tornarono in Grecia, a distanza di 108 anni dalla prima edizione dei Giochi Moderni e a circa 25 secoli dalle gare che fermavano l'antico mondo ellenico. Impressionanti i numeri: 10.625 atleti in rappresentanza di 201 nazioni che si contesero gli allori in ben 37 discipline e 28 sport diversi. Quasi 6.000 accompagnatori, 45.000 i volontari impegnati nell'organizzazione e altrettanti uomini impiegati nella sicurezza (forze dell'ordine, militari, vigili del fuoco, eccetera), 21.500 giornalisti accreditati, 4 miliardi di telespettatori e oltre 5 milioni di biglietti disponibili per assistere alle gare.

Alla fine però uno dei grossi buchi di questa Olimpiade fu proprio il flop-presenze, ben lontane dal 65% biglietti complessivi, soglia stabilita dall'organizzazione per raggiungere l'obiettivo minimo dei 183 milioni di euro. Un risultato in evidente contrasto con quanto fatto a Sydney soltanto quattro anni prima, dove fu venduto il 92% dei 5,7 milioni di biglietti disponibili e dove anche gli sport minori ebbero quasi sempre un numeroso pubblico.

Terrorismo e doping

La paura degli attentati terroristici spinse il governo greco a organizzare imponenti misure di sicurezza: quasi 50.000 persone coinvolte, mobilitata persino la Nato e nella città furono piazzate anche alcune batterie missilistiche. Il risultato furono dei Giochi tranquilli ma troppo militarizzati. Atene fu anche l'Olimpiade della lotta al doping: 3.500 i controlli effettuati da un team di 566 esperti. Nella rete caddero ancor prima che i Giochi iniziassero due dei principali atleti di casa: i velocisti Konstantinos Kenteris e Catherina Thanou, che si resero anche protagonisti di una vera e propria fuga, tanto rocambolesca quanto patetica.

Impianti modernissimi ma anche poco funzionali, visto il ritardo con cui furono consegnati: lo stadio Olimpico fu finito solo tre giorni prima dell'inaugurazione. Pessima figura anche quella rimediata dalle giurie, troppo spesso platealmente "casalinghe".

Atene 2004
Giochi della XXVIII Olimpiade

Velocità a stelle e strisce

Nelle gare di atletica gli atleti statunitensi si aggiudicarono l'oro nelle discipline più veloci. Vinsero infatti l'oro nei 100m maschili e realizzarono una formidabile tripletta da podio sia nei 200 sia nei 400m. A questi successi va aggiunto l'oro nella staffetta 4x400.

Il mezzofondo africano: la stella El Guerrouj

Discorso diverso per le gare di mezzofondo, che segnarono un netto predominio degli atleti africani. Emblematico da questo punto di vista il podio dei 3000m ostacoli che fu interamente keniota.

L'atleta che si mise maggiormente in luce fu però il marocchino Hicham El Guerrouj. Giunto ad Atene in cerca di un riscatto dopo la cocente delusione di Atlanta dove, a causa di una caduta, aveva visto il preannunciato oro nei 1500msvanire a un passo dal successo, il trentenne marocchino non mancòl'appuntamento con la medaglia più pregiata. Ma quando si parla di Olimpiadi è difficile, se non impossibile, accontentarsi. E cosìEl Guerroujdecise di tentare la sorte anche nei 5000m, dove l'avversario da battere era l'etiope Kenenisa Bekele, fresco vincitore dei 10000m. El Guerrouj riuscì a invertire un pronostico a lui sfavorevole, realizzando una doppietta che nei Giochi olimpici mancava dal 1924, quando a compiere l'impresa era stato il leggendario Paavo Nurmi.

Lo squalo di Baltimora

Nella prima settimana delle Olimpiadi l'uomo immagine dei Giochidiventò ben presto Michael Phelps, un diciannovenne di Baltimora che gareggiava sia per raggiungere il mito sportivo di Mark Spitz, vincitore di sette medaglie d'oro a Monaco, sia anche per guadagnarsi il milione di dollari che il suo sponsor gli aveva promesso in caso avesse superato quel primato. Lo squalo, come venne poi soprannominato, non ottenne il risultato prefissato ma nelle 17 gare che disputò riuscì ad aggiudicarsi sei medaglie d'oro (100 m farfalla; 200 m farfalla; 400 m misti, con tanto di record del mondo in 4'08,26"; staffetta 4x200 m stile libero; staffetta 4x100 m mista) e due bronzi (200 m stile libero e staffetta 4x100 m stile libero), entrando comunque nel ristretto novero dei campioni che resteranno per sempre nella storia olimpica: prima di Phelps soltanto il ginnasta russo Aleksandr Dityatin, nel 1980, a Mosca, era andato per otto volte sul podio, vincendo tre ori, quattro argenti e un bronzo.

Calcio e basket parlano argentino

Primo oro nella storia delle squadre argentine di calcio e basket. Di rilievo soprattutto il risultato dei cestisti, guidati da Manuel Ginobili, eletto miglior giocatore del torneo. Gli Stati Uniti, che avevano sempre vinto da quando, dopo essere stati sconfitti a Seul 1988, avevano iniziato a convocare i campioni del massimo campionato americano, la NBA, per formare il mitico dream team, uscirono battuti, non riuscendo neanche ad accedere alla finale, dove invece approdò l'Italia di Carlo Recalcati.

Per la squadra di calcio argentina la corsa verso l'oro non fu certo in salita: gli uomini di Marcelo Bielsa arrivarono al titolo segnando 17 reti, senza subirne alcuna, battendo in finale il Paraguay, dopo aver eliminato in semifinale l'Italia guidata dall'ex campione del mondo Claudio Gentile.

Il Giappone domina nel judo

Tripletta di medaglie d'oro per il campione di judo Tadahiro Nomura, primo in questo sport a compiere una simile performance: ad Atene si impose nella categoria al limite dei 60 kg come aveva fatto ad Atlanta e Sydney.

Filotto di successi anche per la ventinovenne Ryoko Tamura, 146 cm di altezza, che vinse la quarta medaglia olimpica consecutiva nella gare di judo al limite dei 48 kg: argento nel 1992 e 1996, oro a Sydney e, appunto, ad Atene. Nella lotta femminile grande accoppiata per le sorelle giapponesi Chiharu e Kaori Icho: la prima ha avuto l'argento nei 48 kg, la seconda l'oro nei 63 kg.

Le olimpiadi in rosa

Protagonista dell'atletica femminile fu certamente la britannica Kelly Holmes, un sergente in forza nell'esercito di sua Maestà Elisabetta II. La Holmes si presentò ai Giochi in qualità di favorita per l'oro negli 800 m, gara che infatti vinse, ma corse anche i 1500m, aggiudicandosi anche quell'alloro. La doppietta conseguita non riusciva, sia nelle gare maschili sia in quelle femminili, dai giochi di Tokyo, quando a realizzarla fu il neozelandese Peter Snell.

Nei 400 m ostacoli la vittoria della greca Fani Halkia lenì nel pubblico la cocente delusione che aveva creato lo scandalo Kenteris.

Un salto mondiale

Grande impresa nel salto con l'asta da parte dell'atleta russa Elena Isinbaeva, che vinse l'oro stabilendo anche il nuovo record mondiale con la misura di 4,91 m battendo la connazionale Feofanova. A sottolineare la bravura della Isinbaeva va ricordato che la russa, in virtù dei suoi otto record del mondo fatti nella stessa stagione e al titolo olimpico e mondiale indoor, riuscì a vincere il titolo di miglior atleta femminile dell'anno della IAAF.

Una menzione merita anche la ginnasta rumena Catalina Ponor vincitrice di tre ori conquistati rispettivamente nella specialità concorso a squadre, trave e corpo libero.

Negli sport a squadre si registrò con la terza vittoria consecutiva delle ragazze statunitensi di Lisa Lesile nel basket femminile. Quasi lo stesso risultato ottenuto dalla squadra di calcio, guidata da Mia Hamm, scelta poi come portabandiera per la sfilata di chiusura: le ragazze americane del football, dopo l'oro di Atlanta e l'argento di Sydney, vinsero un'avvincente finale disputata contro il Brasile ai tempi supplementari.

Medagliere

La nazione più medagliata furono gli USA (35 ori, 39 argenti e 29 bronzi per un totale di 103 allori), rimasti però con l'amaro in bocca per l'aver ceduto territori considerati di loro esclusiva competenza comeil torneo di basket. Dietro gli atleti a stelle e strisce ci fu la sorpresa Cina: 63 medaglie suddivise in 32 ori, 17 argenti e 14 bronzi. Terza la Russia (92 medaglie ma "soltanto" 27 d'oro) e quarta un'altra sorpresa: l'Australia (49 medaglie, 17 delle quali d'oro). Ottimo il bilancio italiano: gli azzurri si classificarono ottavi nel medagliere generale grazie a 10 ori, 11 argenti e altrettanti bronzi.

Giochi paraolimpici

I Giochi Paralimpici di Atene 2004 furono dominati dagli atleti cinesi sia nella classifica delle medaglie d'oro sia in quella generale. Nelle posizioni di rincalzo si piazzarono Gran Bretagna e Canada. Gli atleti azzurri riuscirono a guadagnare un totale di 19 medaglie, 4 delle quali d'oro.

Prestazioni eccezionali

Tra gli atleti, va certamente menzionata l'impresa del nuotatore giapponese Mayumi Narita che riuscì nell'impresa di vincere sette medaglie d'oro e una di bronzo. Dietro il giapponese la canadese Chantal Peticlerc, specialista nelle gare di breve-media distanza su sedia a rotelle, capace di vincere cinque medaglie d'oro nei 100m, 200m, 400m, 800m e 1500 m gare, stabilendo in aggiunta tre record mondiali.

Negli sport a squadre, brillò la stella del Brasile nel calcio a 5-un-lato, specialità aperta ad atleti con disabilità visive. I brasiliani vinsero l'oro in una entusiasmante finale contro l'Argentina, vincendo 3-2 dopo i calci di rigore.

Atene 2004
Giochi della XXVIII Olimpiade

L'avventura italiana ai Giochi ateniesi cominciò bene: due dei dieci ori finali furono conquistati nella prima giornata di gare, con il ciclista Paolo Bettini e lo sciabolatore Aldo Montano. Il terzo oro venne dal fioretto e fu corredato anche da un argento: nella finale si sfidarono due ragazze di Jesi, Valentina Vezzali, già campionessa a Sydney, e Giovanna Trillini che aggiunse l'argento vinto in Grecia all'oro conquistato a Barcellona 1992. Dallo scherma arrivò anche l'oro nella gara a squadre maschile.

Altri allori dal tiro, grazie al padovano Marco Galiazzo e al fiorentino Andrea Benelli nella gara di tiro a volo, specialità skeet, e anche dalla 20 km di marcia, vinta da Ivano Brugnetti. Negli sport a squadre da segnalare l'oro vinto dal sette rosa nella pallanuoto femminile.

Igor Cassina e la maratona di Baldini

Le vittorie piùimportanti degli azzurri vennero rispettivamente dalla ginnastica e dalla maratona. Nella ginnastica la vittoria arrivò grazie a Igor Cassina, un ragazzo di Seregno, classe 1977, artista e acrobata nell'esercizio alla sbarra, ideatore di un passaggio piuttosto ardito che porta il suo nome e si chiama proprio "movimento Cassina".

L'ultimo giorno dei Giochi regalò all'Italia la gioia dell'oro nella maratona. A mettere il sigillo sulla gara più attesa fu Stefano Baldini, capace di dominare e conquistare la medaglia d'oro lungo il percorso che ha visto nascere questa disciplina. Una vittoria indimenticabile quella di Baldini segnata anche dall'invasione di un pazzo che abbatté platealmente il brasiliano Vanderlei de Lima, giunto alla fine in terza posizione.

Atene 2004
Giochi della XXVIII Olimpiade

atene 2004 Per avere una panoramica completa delle immagini della XXVIII olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.

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L'italiano Stefano Baldini, medaglia d'oro nella maratona.

Atene 2004
Giochi della XXVIII Olimpiade

L'Olimpiade di Atene ha battuto ogni tipo di primato in termini di partecipazione. I paesi presenti furono 202 anche se alla sfilata inaugurale ne risultavano solo 201 perché Corea del Sud e Corea del Nord, abbracciando in pieno lo spirito olimpico, marciarono dietro una sola bandiera.

Gli atleti greci Konstantinos Kenteris, campione olimpico a Sydney sui 200 m, ed Ekaterini Thanou, campionessa dei 100 m in Australia, pur essendo i più attesi non parteciparono alle Olimpiadi. I due infatti simularono un incidente in motocicletta e si fecero ricoverare in ospedale per sottrarsi ai controlli antidoping ai quali sarebbero risultati positivi.

La finale dei 100 m, vinta dal ventiduenne americano Justin Gatlin, fu la gara più veloce mai corsa in una Olimpiade: al traguardo infatti arrivarono ben cinque atleti con tempi compresi fra il 9,85" del primo classificato e il 9,94" del quinto.

L'atleta Merlene Ottey gareggiò per la settima volta in un'Olimpiade. Ad Atene corse i 100m e i 200m, senza arrivare alla finale, con la maglia della Slovenia dopo aver gareggiato in sei edizioni con la Giamaica, andando otto volte sul podio pur senza mai vincere l'oro.