La storia delle Olimpiadi

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Parigi 1924
Giochi della VIII Olimpiade

Le Olimpiadi del 1924 si svolsero a Parigi per volontà del barone de Coubertin il quale, prossimo alla scadenza del mandato di presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), voleva chiudere in bellezza permettendo alla propria patria di riscattarsi dopo la disastrosa edizione dell'anno 1900. Le autorità francesi, pur soddisfatte della designazione di Parigi, investirono nella preparazione dell'avvenimento fondi piuttosto scarsi, e per giunta amministrati con una certa inerzia e molto disordine dal comune della città.

La Federazione atletica francese decise allora di gestire direttamente i finanziamenti e la realizzazione delle opere; il già esistente stadio di Colombes (nella periferia parigina) fu restaurato e portato alla considerevole capienza di 60.000 spettatori, mentre si costruirono da zero il velodromo di Vincennes e la piscina delle Tourelles. Era in programma anche la realizzazione di un villaggio olimpico, ma i soldi non bastarono.

Boom di partecipanti

I Giochi furono aperti ufficialmente il 5 luglio; in realtà però erano iniziati da due mesi e alcuni tornei (come calcio e rugby ) si erano già conclusi. Gli atleti in gara furono più di 3000 (di cui 135 donne), in rappresentanza di 44 nazioni. Da segnalare la riammissione dei paesi sconfitti nella Prima Guerra Mondiale (esclusa la Germania) e la prima partecipazione di alcuni stati asiatici e africani. Ancora assente l'Unione Sovietica, che sarebbe rientrata nel consesso olimpico solo nel 1952, a Helsinki.

Riprese, dopo la parentesi di Anversa, la tendenza alla diminuzione delle gare in programma: scomparvero hockey su prato e tiro con l'arco, mentre il torneo di hockey su ghiaccio fu disputato nell'ambito dei primi Giochi Invernali, che si tennero in quello stesso anno a Chamonix. In compenso fece la sua comparsa il sollevamento pesi e il torneo di calcio, vinto dall'Uruguay, ottenne la definitiva consacrazione. La partecipazione del pubblico fu massiccia ed entusiasta, comparve per la prima volta il fenomeno del bagarinaggio e vennero diffuse anche le radiocronache delle competizioni. Lo sport si stava davvero avviando a diventare un fenomeno e uno spettacolo a larga diffusione popolare.

Parigi 1924
Giochi della VIII Olimpiade

Finlandia e USA dominano l'atletica

Gli sport nei quali si ottennero i risultati più rilevanti furono l'atletica leggera e il nuoto. Nell'atletica fecero la parte del leone gli Stati Uniti e la Finlandia, con l'inserimento dei britannici nelle prove veloci. I finlandesi, secondo copione, dominarono le prove di fondo con il grandissimo Paavo Nurmi (5 medaglie d'oro) e con Ville Ritola, vincitore dei 10000 m piani e dei 3000 m siepi. Da segnalare la vicenda del velocista scozzese Liddell, che per rispettare il giorno del Signore non disputò la gara dei 100 metri, in programma la domenica. Ne beneficiò in primo luogo un altro britannico, Harold Abrahams, vincendo la medaglia d'oro. La vicenda ha ispirato, molti decenni più tardi, il film Momenti di gloria. Liddel si rifece aggiudicandosi i 400 m piani, che si corsero in un giorno feriale.

La leggenda di Johnny Weissmuller

Nel nuoto l'eroe dei Giochi fu lo statuario americano Johnny Weissmuller, che vinse, nello stile libero, i 100 m (spodestando l'hawaiano Kahanamoku, giunto secondo), i 400 m e la staffetta 4x200. In più, si guadagnò anche una medaglia di bronzo, come componente della squadra statunitense di pallanuoto. Weissmuller fu il primo atleta a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero. Aveva iniziato a nuotare per rimediare alle conseguenze di una leggera forma di poliomielite; dopo i trionfi sportivi alle Olimpiadi di Parigi e a quelle successive di Amsterdam, fu scritturato nel 1931 dalla Metro Goldwin Mayer, e divenne il più famoso Tarzan cinematografico.

Medagliere

Nel medagliere finale gli Stati Uniti giunsero primi conquistando ben 99 medaglie, di cui 45 d'oro. Testa a testa per il secondo e terzo posto del podio: vi si piazzarono Finlandia e Francia ottenendo rispettivamente 37 e 38 medaglie, con un leggero vantaggio di ori per la Finlandia (14 contro i 13 dei francesi). L'Italia chiuse con un ottimo 5° posto e un bottino di 16 medaglie (8 ori, 3 argenti e 5 bronzi).

Parigi 1924
Giochi della VIII Olimpiade

L'Italia fu presente a Giochi di Parigi con 201 atleti, un record per le spedizioni azzurre. Della squadra facevano parte tre donne, tutte tenniste e due ascari eritrei, Marek Mangascià e Tekle Reddà, che si ritirarono nei 10.000 m.

La rappresentativa italiana conquistò 8 medaglie d'oro, 3 d'argento e 5 di bronzo. Ancora una volta si dimostrò forte nella ginnastica dove vinse l'oro nel concorso generale a squadre e negli anelli con il barese Francesco Martino; la rivelazione furono i pesisti, vincitori di 3 medaglie d'oro. Nella scherma l'Italia risentì dell'assenza di Nedo Nadi, e si aggiudicò soltanto il titolo della sciabola a squadre. Nell'atletica Ugo Frigerio confermò nei 10 km di marcia la medaglia d'oro conquistata ad Anversa.

Parigi 1924
Giochi della VIII Olimpiade

parigi 1924 Per avere una panoramica completa delle immagini della VIII olimpiade vai alla pagina ufficiale del CIO.
Una prova della gara di salto. L'atleta scavalca l'asticella con lo stile 'costale', detto anche 'western roll' o 'horine', dal nome del californiano George Horine che lo introdusse nel primo decennio del Novecento. Il saltatore stacca con il piede più vicino all'asticella e lo scavalcamento avviene con il fianco del corpo. Lo stile horine verrà soppiantato con l'avvento del 'ventrale', a partire dagli anni Trenta.

Parigi 1924
Giochi della VIII Olimpiade

Nel salto con l'asta si registrò una grande innovazione: l'atleta scavalcava l'asticella con lo stile 'costale', detto anche 'western roll' o 'horine', dal nome del californiano George Horine che lo introdusse nel primo decennio del Novecento. Il saltatore staccava con il piede più vicino all'asticella e lo scavalcamento avveniva con il fianco del corpo. Lo stile horine verrà soppiantato con l'avvento del 'ventrale', a partire dagli anni Trenta.

Dopo la parentesi olimpica, Eric Liddell si trasferì in Cina, dove era nato, per continuare l'opera di missionario iniziata da padre. Poco prima della fine del 2° conflitto mondiale Liddel fu internato in un campo di concentramento giapponese. Si narra che egli, pur avendo avuto la possibilità di lasciare la prigionia in occasione di uno scambio di prigionieri, preferì rimanere cedendo il suo posto a una donna incinta. Liddel morì così nel campo, pochi mesi prima della liberazione del campo e della fine della guerra.

Da ricordare anche la vicenda che ebbe come protagonisti i giocatori della nazionale uruguaiana. I sudamericani, prima dell'impegno con la forte rappresentativa jugoslava, si avvidero di alcuniosservatori avversari intenti a osservare i loro allenamenti. Presero quindi la decisione di fingere imbarazzanti cadute e scontri tra compagni di squadra in modo da sorprendere i tecnici jugoslavi. Il risultato finale sarà schiacciante: 7-0 per l'Uruguay, che a Parigi riuscirà a conquistare la medaglia d'oro.

L'edizione parigina dei Giochi ebbe il merito di lanciare il motto, da allora divenuto ufficiale, delle Olimpiadi: "Citius, Altius, Fortius". Tale motto fu estrapolato da un sermone del reverendo Père Henri Didon, grande amico di De Coubertin, che recitava: "tu che vuoi superarti, formare il tuo corpo e la tua anima per scoprire il meglio di te stesso, guarda sempre un gradino sopra quello che ti sei posto: più veloce, più alto, più forte".