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A partire dal 568 i Longobardi
– un popolo
proveniente dalla Pannonia
– penetrarono all’interno
dei confini di
quello che era stato
l’Im pero romano. Guidati
dal loro re Alboino,
i Longobardi devastarono
l’Italia settentrionale,
poi l’Umbria e la Toscana.
Spingendosi ancora
a sud, con una serie di
incursioni travolsero le
già scarse resistenze
dell’Impero bizantino.
L’occupazione longobarda
non fu sistematica:
a lungo sfuggirono
al loro controllo zone
del Veneto e della Ro -
magna, l’area di Roma,
parte della regione ap -
penninica, della Puglia,
della Calabria e infine le
isole.
Alla morte di Clodoveo
la frammentazione del
Regno dei Franchi e il
prevalere dei poteri locali
fu causa di aspri
contrasti e dell’indebolimento
della dinastia
merovingia. Nel 687 fu
riunificato da Pipino di
Héristal, maggiordomo
di Austrasia. Con Carlo
Martello, successore di
Pipino, il regno proseguì
la sua espansione verso
occidente: gli Arabi furono
fermati a Poitiers e
i Franchi stabilirono il
loro dominio in Provenza
e Aquitania. Con Carlo
Magno il Regno dei
Franchi fu protagonista
di un nuovo e più consistente
processo di
espansione e divenne
Sacro Romano Impero.
A partire dal IV secolo,
con la crisi dell’Impero
romano, i contadini furono
per legge legati al
fondo che lavoravano,
venendo così degradati
a uno stato simile a
quello degli schiavi. Il
proprietario del fondo
non poteva scacciarli,
ma essi non potevano
andarsene. Il feudalesimo,
le cui basi economiche
erano essenzialmente
rurali, favorì il
perpetuarsi di questo
tipo di schiavitù ma,
verso la fine del X secolo
e più ancora nell’XI
secolo, per influsso
della rinascita economica
delle città, cominciarono
a manifestarsi
fughe di servi verso i
nuovi centri urbani e
numerose affrancazioni.
Tuttavia la servitù
non scomparve che alla
fine del Medioevo
nell’Europa occidentale
e molto più tardi nell’Europa
orientale.
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